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‘I fenomeni’ al ‘Il Festival dello Sport’, 10-13 Ottobre a Trento

Ritorna a Trento, dal 10 al 13 Ottobre 2019, ‘Il Festival dello Sport’, alla sua seconda edizione dopo il successo del debutto dello scorso anno.

Il fenomeno, i fenomeni’ sarà il tema centrale della manifestazione che Gianni Valenti, vicedirettore vicario de La Gazzetta dello Sport e direttore scientifico del Festival, definisce come i “due sostantivi che fanno sognare perché vengono assegnati solitamente a personaggi straordinari del mondo dello sport, uomini e donne fuori dal comune, fuoriclasse che nel proprio dna possiedono un qualcosa in più, un pizzico di genio e follia affascinanti e quasi irraggiungibili”.

Campioni singoli, squadre che hanno cambiato il corso della storia per gioco innovativo e vittorie, grandi manifestazioni internazionali segnate in rosso sul calendario dello sport per la loro capacità di attrarre interesse e partecipazione.

Anche l’edizione 2019 de ‘Il Festival dello Sport’, organizzato dalla Gazzetta dello Sport e dalla Regione Trentino con il patrocinio del Coni e del Comitato italiano paralimpico, progetto di RCS Group e RCS MediaGroup, ha il sostegno delle autorità locali e italiane, di sponsor e partner tecnici, per garantire una emozionante kermesse con la partecipazione di super ospiti, interviste speciali, dibattiti pubblici, tavole rotonde a tema, workshop e sessioni di sport dal vivo, per raccontare al pubblico altre grandi storie di sport.

Il palinsesto de ‘Il Festival dello Sport’ della prima edizione si era concentrato sul tema de ‘Il Record’, testimoniato da campioni e grandi squadre epiche in ogni sport, allenatori e preparatori atletici, personaggi del mondo dell’intrattenimento, manager ed imprenditori.

Come prepararsi e come succede di realizzare un ‘Record’ sportivo ?

Fra le testimonianze, abbiamo raccolto alcuni suggerimenti essenziali.

Paolo Maldini, definito il ‘Capitano’ dalla tifoseria di calcio milanista, campione con dna di famiglia, con all’attivo oltre 902 partite giocate, è certo che bisogna essere precisi e intensi negli allenamenti e in ogni condizione, anche quando magari non va bene sul momento, perché poi piano piano si arriva a risultati impensabili.

Il mitico ciclista Francesco Moser, che ha gareggiato in ogni sorta di corsa, a cronometro e a tappe, ha da sempre puntato, oltre all’innato talento innaffiato con lavoro costante e duro, anche su un team affiatato di gregari fedeli che combattono e controllano gara, corsa e volata, ognuno con un compito preciso per aiutare il compagno e la vittoria.

Stefano Baldini, maratoneta e mezzofondista, anch’egli sulle orme di famiglia, afferma che la svolta alla professione deve essere fatta sul serio, dal singolo e dalle autorità che ne riconoscano lo status, così l’atleta e i tecnici possono essere sereni nel dedicarsi tutti i giorni alla attività sportiva e al recupero/riposo, essenziale per eccellere poi nelle prestazioni. Mentalità vincente e tattica creativa sono altresì fondamentali per battere concorrenti titolati.

Steve Nash, considerate il ‘fondatore’ del NBA moderno, ha fin dagli esordi puntato su due valori precisi: singolarmente lavorare duro, anche mentalmente, per un progetto specifico, e stare in un team dove il legame con gli altri è molto unito, con una buona chimica o perlomento una grande comprensione. Intensa presenza reciproca e caratteri simili espandono i risultati di squadra.

Esattamente in linea con gli eccelsi campioni di basket del grande storico ‘Slam’ ottenuto da Olimpia Milano, guidati da Dino Meneghin, Mike D’Antoni, Bill Bradley, Bob McAdoo, allenati dal grande Dan Peterson e dalla sua strategia inesorabile: “basta recuperare un punto ogni minuto, punto dopo punto”. Roberto Premier ricorda che ogni loro allenamento era una competizione incredibile interna e questo ha permesso loro di amalgamarsi e capirsi in gioco solo con gli sguardi. Riccardo Pittis è d’accordo che le sfide più’ toste erano fra di loro negli allenamenti, non in partita, creando in squadra quella amicizia alchemica per cui non si vedeva l’ora di andare ad allenarsi, e allenarsi duramente.

Anche dal Tennis Femminile, arrivano le voci di Francesca Schiavone e Roberta Vinci.

La Schiavone va dritta al punto ‘determinazione’, da ricercare dentro di sé, con la mente i nervi e il cuore, perché “si deve andare prenderla tutto il tempo la palla; si deve avere ‘fame dentro’ per superare i limiti e alimentare il ‘fuoco interiore’ per essere il primo del mondo”, oltre naturalmente al talento, al lavoro e alla disciplina.

Roberta Vinci testimonia come si può toccare il cielo quando si vince: “quando si gioca si dimentica la fatica, la dedizione e gli errori del passato, non si pensa nemmeno al futuro, è tutto lì concentrato solo in quei magici momenti, in quella continua battaglia di adrenalina e mente, del leone indemoniato che si scatena per andare a prendersi la vittoria”.

Per maggiori informazioni e dettagli sulla prossima edizione de ‘Il Festival dello Sport’, consultare il sito www.ilfestivaldellosport.it

<Barbara Tassara>


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