BEAUTY & WELLNESS

Fueguia 1833, le opere profumate di Julian Bedel

Fueguia 1833 e il suo fondatore, l’argentino Julian Bedel, aprono una serie di boutique monomarca del profumo, a Milano, New York (Madison e Soho), Tokyo (Roppongi e Ginza), Londra (Harrod’s), Buenos Aires e Jose Ignacio (Uruguay), luoghi esperienziali dove imparare a sviluppare l’olfatto e riportarlo alle proprie emozioni.

I profumi artigianali, disponibili anche online su www.fueguia.eu, hanno fragranze inattese, lussuose e al 100% di derivazione naturale, permesse dalla esperienza elaborata nel tempo per piante e fiori esotici, ma anche distillati innovativi che riproducono concetti e luoghi, fisici o metafisici.

Ogni fragranza è editata in soli 400 esemplari ogni anno, anch’essi di derivazione artigianale, prodotti a Milano nel laboratorio di proprietà ed esposti in città nel negozio-showrrom di via Tommaso Grossi al numero 1.

Molti degli ingredienti sono stati selezionati in prima persona dal ‘naso’ esperto di Bedel,  che ha anche raccolto, nelle tenute di famiglia in Patagonia ed Uruguay e nella ‘Fueguia Botany’, centinaia di piante aromatiche.

Descritti su una mappa ottogonale, consegnata all’arrivo in negozio per non perdere la bussola fra le numerose boccette con l’ampolle aromatizzate, gli elisir di Feuguia 1833 sono riuniti in famiglie olfattive che danno la traccia dei principali sentori racchiusi all’interno: floreali, gourmand, legnosi, speziati, e altre variazioni.

Due i formati disponibili, 30 ml e 100 ml, con l’aggiunta di un prezioso estratto concentrato e oleoso da 8 ml, piccolo però con il medesimo valore del grande, da spalmare leggermente sulla pelle; accanto, per chi vuole ‘odorare’ anche lo spazio intorno a se, agli spray per profumazione di interni.

Si entra in negozio, a luci soffuse e avvolgenti, a percorrere con il senso meno utilizzato, almeno in città, un percorso di risveglio emozionale, una vera e propria degustazione olfattiva, proprio come ci si concede per le bottiglie di buon vino.

Alcune delle boccette sostano in un angolo speciale, selezionate con cura fra le altre, per proseguire il percorso di invecchiamento fino a cinque anni, trasformate grazie alla posa del tempo in note fragranti inusuali e diverse dalla profumazione originale.

Il cuore dei profumi si lega indissolubilmente ai ricordi delle terre argentine e sudamericane, con vivide note sensoriali che riportano a quei luoghi esotici, a spettacolari rappresentazioni dell’odore della natura, a profumi sacri che accompagnavano i rituali delle popolazioni indigene.

Ma Julian Bedel si concentra anche su singoli preziosi o inediti elementi nel campo della profumeria, come i preziosissimi Iris, Oud, le variazioni della Rosa, il fiore di Cactus o resine speciali e rare.

Oppure nomina con fantasia un odore inaspettato come quello dello spazio o quello della Luna, di una chitarra appena suonata, diversi materiali tessili (denim, lino, seta, lana), oppure della molecola dell’anti-profumo, che cambia a seconda del diverso PH della pelle quando lo si è indossato.

Il viaggio olfattivo nei bar à parfum della Maison vale la visita e l’acquisto – budget permettendo – di una delle confezione artigianali numerate con in formulazione tre ingredienti principali e altri segreti.

Per chi osa e per gli appassionati del settore, le fragranze possono essere ulteriormente personalizzate dal cliente mescolando più profumi insieme.

 

<Barbara Tassara>


RELATED POST

COMMENTS ARE OFF THIS POST

READING

Fueguia 1833, le opere profumate di Julian Bedel