Il newyorkese Rodney Smith con la sua fotografia tra reale e surreale, evocativa di raffinata estetica, composizione rigorosa e ironia elegante, usa immagini prevalentemente in bianco e nero, combinano ritratto e paesaggio e danno vita a mondi incantati e visionari pieni di sottili contraddizioni e sorprese.
La tecnica di Smith usa soltanto pellicola e luce naturale, senza ritoccare lo scatto, lavorato con meticolosa cura artigianale e una straordinaria precisione formale, come egli stesso dichiara.
“Mi avventuro nel mondo per respirare la sua dubbia reputazione e il suo umorismo, per vedere più chiaramente, per cercare finalità e conoscenza, per aprirmi, per cogliere in modo esuberante e inesorabile la luce.”
Influenzate dai colleghi Walker Evans, Ansel Adams, Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson e William Eugene Smith, le sue opere riprendono la tradizione cinematografica e il gusto di alcuni registi del calibro di Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson, e guardano a leggende del cinema muto, quali Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd.
La sua ricerca artistica, colta e studiosa, è mossa dalla voglia di consegnare attraverso la fotografia un significato della vita, un modo artistico per riconciliare il quotidiano con l’ideale e per tradurre le emozioni in forma aggraziata e ironica.
Ogni immagine creata dall’artista, con la cura e la precisione di un orafo, è un tentativo sempre nuovo e aggraziato di trovare una armonia divina e di raggiungere uno stato etereo ed estatico, anche solo per un istante.
Photo Credits:
Cortesy of Rodney Smith
Skyline, Hudson River, New York, 1995
Self-Portrait with Leslie, Siena, Italy, 1990
Caroline at the Top of Circular Staircase, Charleston, South Carolina, 2000
Danielle in Boat, Beaufort, South Carolina, 1996
Don Jumping over Hay Roll No. 1, Monkton, Maryland, 1999
James in Inner Tube with Duck, Lake Placid, New York, 2006
Woman with Hat between Hedges, Parc de Sceaux, France, 2004 © Rodney Smith
<editorial staff Wemagazine>

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