La mostra ‘Visions in motion – Graffiti and echoes of Futurism’ esplora per la prima volta il rapporto tra due dei movimenti artistici più rilevanti del prima e della seconda parte del XX secolo, il Futurismo italiano e il Graffitismo americano.
In programma alla Fabbrica del Vapore di Milano fino al 23 marzo 2025, curata da Carlo Mc Cormick con la collaborazione di Edoardo Falcioni e Maria Gregotti e con un contributo della storica dell’arte Elena Pontiggia all’interno del catalogo, l’esposizione conta oltre 180 interessanti opere esposte su più piani e sezioni, firmate anche dai celebri Fortunato Depero, Giacomo Balla, Leonardo Dudreville, Mario Sironi, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e John Crash Matos.
‘Visions in motion’ esplora il movimento, la velocità, il flusso di queste tipologie d’arte testimoni del loro tempo e, in special modo, i percorsi di questi due movimenti, Futurismo e Graffitismo, che corrono su due binari paralleli e che concepiscono il futuro non come punto di arrivo, ma come un’energia continua, un eterno presente in cui l’atto creativo diventa lo strumento dell’artista all’interno del flusso della sua epoca.
Il Futurismo guarda alla modernità attraverso forme fluide e destrutturate, il Graffitismo cattura la frenesia urbana con line veloci e tag incisivi (la firma dell’artista) sfidando il conformismo con un momento di rottura e collisione.
L’esplosione del colore dà energia per entrambi al movimento forza vitale, che disorienta e affascina, ispirando accostamenti audaci nei graffiti o divine esperienze sensoriali totali nelle opere futurisiche.
Con Basquiat i simboli divengono enigmatici e la radiografia emotiva penetra sotto la superficie esplorando ferite e contraddizioni dell’essere umano.
Per Haring l’umanità si riduce in essenza, semplificata in figure umane ridotte a simbolo universale, quasi primordiale.
Dudreville usa una lente prospettica quasi mistica, viceveersa Sironi si sofferma sulla forza e la resistenza dell’individuo.
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