ART DISCOVER

Art City Bologna, cosa è successo in città

Dodicesimo appuntamento con Art City Bologna, in programma dall’1 al 4 Febbraio 2024, una serie di eventi in città promossi da Comune di Bologna e Bologna Fiere che accompagnano lo svolgimento di Arte Fiera alla cinquantesima edizione.

Diretta da Lorenzo Balbi, l’art week propone diversi progetti speciali, mostre inedite, installazioni e incontri basati sulle arti umane.

L’artista Giorgio Morandi, scelto come personaggio principale della manifestazione, viene ricordato dal coreografo Virgilio Sieni al Teatro Comunale di Bologna, attraverso gli scatti fotografici di Joe Meyerowitz presso Collezioni Comunali d’Arte a Palazzo d’Accursio, nelle foto di Mary Ellen Bartley e dall’artista Tacita Deancon, oltre ad una installazione sonora dal vivo di Mark Vernon per la Casa Museo Giorgio Morandi e per i Fienili del Campiaro a Grizzana Morandi.

Ma sarà l’intera città ad essere palcoscenico della cultura artistica contemporanea grazie alle numerose realtà istituzionali, alle gallerie d’arte e agli spazi indipendenti che coinvolgeranno artisti e pubblici eterogenei, fino a tarda serata durante la White Night di sabato 3 Febbraio (il programma completo è disponibile su artcity.bologna.it).

Fra gli eventi, segnaliamo la prima esibizione personale italiana “This is not a fairytale” della creativa olandese multidisciplinare Mons Jorgensen allo Spazio b5 Studio Store Creativo in vicolo Cattani 5/b: il mito e la fiaba di tradizione nord-europea sono filo conduttore di questa prima esposizione italiana.

Patrocinato dal collettivo Polaroiders Italia e dal Festival della Fotografia Istantanea ISO600, il fascino dell’analogico istantaneo torana tramite il genio di Edwin Land a Spazio Viola in via Gierrazzi 17.

Palazzo Hercolani Bonora in via Santo Stefano 30 ospita ‘Flesh to Flesh’, l’evento d’arte collettivo che riunisce le opere di Alma Heikkilä, Andrea Loi, Beatrice Alici, Carlo Cossignani, Christa Joo Hyun D’Angelo, Diana Orving, Fabio Perino, Ipnose Studio, J&PEG e Mariano Franzetti, curato da Domenico de Chirico.

Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con Silaw – Studio Legale Bologna/Roma e Zefyro S.r.l., approfondisce il tema del corpo e della carne, in uno stato di uguaglianza e unicita ma anche di ambiguità irriducibile e vulnerabile.

Gli artisti si soffermano in riflessione fra visibile e invisibile, il sensibile e il corporeo, come nel vuoto trasformista in sostanza in divenire di Carlo Cossignani o nei temi d’origine e dissoluzione del sé di Diana Orving. Ipnose Studio, realta di ricerca tra cinema e arte, si esprime attraverso un film (il titolo è appunto “Flesh To Flesh”) dalla struttura ossessiva e immaginifica reiterata che porta lo spettatore in uno stato di vivida percezione di empatia.

La pratica artistica figurativa di Mariano Franzetti si esprime in maniera irriverente con soggetti contemporanei allestiti in tableau vivant colmi di simbolismi e allusioni, soggetti dalle fattezze irregolari ed esasperate, a metà tra orrorifico e caricaturale, lontani dalla bellezza convenzionale e vicino alle polimorfe sfaccettature della realta odierna.

Galleria Paradisoterrestre, in via De’ Musei 4, presenta ‘We Are Fou’ del duo Calori & Maillard, una interpretazione spaziale nella quale arte e design si fondono a creare nuovi linguaggi e ibridazioni tra scultura e oggetti evocativi.

Onirika è un viaggio in diretta nell’inconscio e nella potenza creatrice femminile, complice il mondo fiabesco della pittura a olio di Erika Calandro nel suo studio in via Avesella 3.

La pittura di Albert László, artista ungherese ancora sconosciutao in Italia, arriva a Bologna da Ornella Stingo Studio, in via Riva di Reno 80 F, un realismo figurativo ed espressivo del colore che diventa impulso ed esplosione che racconta il mondo nella sua più intima essenza.

Da Car Gallery, via Azzo Gardino 9, si visita ‘Untold stories’, la prima personale in Italia di Odonchimeg Davaadorj (artista della Mongolia che vive e lavora a Parigi). I disegni dal tratto delicato esplorano la complessità dell’animo umano e di paesaggi interiori nati da suggestioni emotive. L’artista spiega: “Penso che dopo un po’ senti che deve uscire un’opera. Se è una poesia, devo scriverla. Se non posso scrivere, devo muovermi, ballare o disegnare”.

La galleria italo-svedese Nevven in Strada Maggiore 28 porta nella nuova sede bolognese il progetto ‘Home as a Silhouette’, la prima mostra personale in Italia di Mikael Lo Prestiin, già rappresentato in alcuni dei musei e delle gallerie più importanti della Scandinavia e considerato fra i giovani pittori più promettenti nel nord Europa. La sua poetica usa oggetti e situazioni comuni colmati di simboli, metafore, ricordi e sensazioni autobiografici.

Negli spazi cinquecenteschi di Fondazione Palazzo Boncompagni (in via Del Monte 8) si possono invece ammirare le opere di Mimmo Paladino, curate da Silvia Evangelisti in collaborazione con l’artista. Dipinti e sculture di grandi dimensioni e altre installazioni che documentano la sua ricerca negli ultimi vent’anni, come la gigantesca figurazione di tredici cavalli neri che emergono da una grande pedana quadrata o due alte e ieratiche figure di Guerrieri in bronzo.

La sede espositiva di Villa delle Rose in via Saragozza 228 accoglie la mostra di Sergio Lombardo, curata da Anna Mecugni, che esplora il suo linguaggio artistico europeo e internazionale dalla fine degli anni Cinquanta in poi. Una cinquantina di lavori appartenenti a varie serie, con formati, tecniche e stili diversi, a volte in apparente contrasto tra loro: l’astrazione e la figurazione in pittura, gli oggetti tattili e quelli modulari, i progetti su carta e le installazioni ambientali.

Turbamento ed estasi secondo Giovanni Masotti, sono un estratto della ricerca di Francesca Sinigaglia e Isabella Stancari che si propone di ricostruire la vita e l’operato del pittore, celebrato con oltre 70 opere, presso L’Associazione Bologna per le Arti a Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore 6.

Palazzo Bentivoglio (via del Borgo di San Pietro 1) celebra il grande pittore e decoratore piemontese Felice Giani, fra i protagonisti del Neoclassicismo italiano, attraverso la sua sterminata produzione grafica, ma anche gli interventi su muri e soffitti dei palazzi.

Concetto Pozzati XXL’ è il titolo dell’ensamble di dipinti, disegni e lavori tridimensionali esposti a Palazzo Fava nella prima mostra antologica dell’artista, in collaborazione con Maura Pozzati, critica d’arte e docente, curatrice e direttrice dell’Archivio Concetto Pozzati.

Un percorso suddiviso per temi in un dialogo intimo tra i quadri del pittore, gli affreschi e gli elementi architettonici e decorativi del Palazzo di via Manzoni 2, che sottolineano le fasi principali della sua carriera, a partire dal clima informale della fine degli anni ’50, passando per le opere iconiche della metà degli anni ’60 riconducibili al periodo Pop, fino alla produzione degli anni ’70 – la meno conosciuta – che risentì del clima concettuale e sperimentatore del tempo, per giungere alla pittura densa e carnosa degli anni ’80, ’90 e 2000 rivolta agli oggetti del quotidiano e d’affezione.

<Barbara Tassara>


RELATED POST

COMMENTS ARE OFF THIS POST

READING

Art City Bologna, cosa è successo in città