Kelly Robert, artista californiana che ha studiato Belle Arti alla Rhode Island School of Design, con un master presso la New York Academy of Art, si trasferisce a Massa Carrara e apre il suo studio tra le Alpi Apuane e il Mar Ligure.
In esposizione ad Accesso Galleria di Pietrasanta (in provincia di Lucca) con alcune sculture sinuose dal titolo ‘Kelly Robert. Uplift’, un corpus in marmo, terracotta e smalto, basate sulla silhouette umana, quasi sempre femminile.
Le figure in argilla scolpite a mano sono poi dipinte con un colore che comunica la forza intensa della posa, quasi fisicamente innalzata nel corpo e nell’energia usata per creare, evolvere, trasformare.
Come ha sottolineato l’artista: “Spero che questo lavoro offra un’idea della nostra resilienza come esseri umani. Vorrei che ricordi che, anche nei momenti più difficili, possiamo superare ed elevarci oltre ciò che percepiamo come un ostacolo. C’è un aspetto del fare arte che è davvero importante per me: scelgo di produrre un lavoro che contenga energia. Credo che l’energia possa tornare alle persone e le persone possano assorbirla e usarla per elevarsi.”
Ispirate all’arte greco-romana però elaborata in chiave contemporanea.
“Le mie opere, anche se astratte, sono molto radicate nell’anatomia e in quelle fasi di transizione dove la vita di ognuno cambia ed è influenzata da ciò che sta accadendo. A volte, questi momenti incisivi svaniscono, ma nel corpo tutto ciò che ci accade – fisicamente o emotivamente – lo portiamo in qualche modo con noi nel tempo, nelle nostre cellule come nelle nostre menti. Alcuni busti sono più forti o robusti. Alcuni sono più introspettivi. Alcuni sembrano tranquilli e più radicati, o diciamo più pesanti, e alcuni si innalzano un po’ di più”.
Vi è anche qualche statua maschile, che sta emergendo ma che sta anche collassando su sé stessa, lasciati in una elegante torsione, chiamata ‘Liberazione della Verità’.
“Il linguaggio del corpo – spiega Kelly Robert – mi fa pensare alla danza, alla forza della danza e alla sua energia, che parte da forme magari delicate eppure così forti, con un nucleo incredibilmente forte. Sento che le estremità non sono così importanti. C’è abbastanza informazione lì, nel centro, come succede ai busti con gli arti mancanti nelle statue antiche, senza gambe e senza braccia, a volte pure senza teste.
Mentre costruisco i pezzi di argilla che voglio cuocere, li costruisco vuoti e aggiungo strato dopo strato, quasi come una mappa topografica tridimensionale. C’è una sorta di forza nell’argilla stessa che deve essere costruita in un certo modo perché la forma tenga e perchè l’energia possa fluire, senza ostacoli, in tutto il pezzo, e farle fare la sua magia”.
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