Tom Cruise alla première del film Digger a Tokyo con indosso un completo Dior in lana nera con revers a dente.
Il regista premio Oscar Alejandro G. Iñárritu torna con il suo nuovo film originale a dirigere Tom Cruise nel ruolo del protagonista, un uomo potentissimo che intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità dopo che il disastro da lui stesso provocato ha distrutto metà Europa.
Accanto a Cruise, il premio Riz Ahmed, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e Jesse Plemons, interpretano il film scritto direttamente dal regista insieme ai vincitori dell’Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone e a Sabina Berman.
La sceneggiatura è basata su una storia ideata dallo stesso Iñárritu con Berman e Jez Butterworth, pure l’intero progetto è stato autoprodotto, con il supporto di Mary Parent e dallo stesso Tom Cruise, con Joshua Grode come produttore esecutivo.
Ad affiancare il lavoro dietro la macchina da presa, il direttore della fotografia premio Oscar Emmanuel Lubezki, lo scenografo premio Oscar Dennis Gassner e lo scenografo Richard Johnson, i montatori Conor O’Neill e Stephen Mirrione, la costumista candidata Jacqueline West, il makeup e hair designer Alessandro Bertolazzi e la casting director candidata Francine Maisler, molti dei quali candidati all’Oscar, e il compositore Cosmo Sheldrake.
Distribuita da Warner Bros. Pictures. e Legendary Pictures, la pellicola sta dividendo le opinioni del pubblico e le reazioni degli spettatori, messi di fronte alla spettacolarizzazione grottesca e caricaturale del contesto, dei personaggi, della storia in sé e dei messaggi ficcanti sull’era contemporanea e non solo.
Un Tom Cruise attoriale inedito e inaspettato, trasformato nella figura attraverso trucco, forma e look, eccessivi e provocatori, tanto assurdo quanto credibile nel suo personaggio immensamente potente e assurdamente libero dalle regole, in grado di imporre la versione voluta di sé stesso, di stravolgere e addirittura ribaltare la percezione del reale e delle vicende finanziarie e politiche.
C’è chi sostiene che l’intera produzione sia un flop, viceversa una tragica parodia delle nuove elitè che governano il mondo e di gran parte di una massa che le imita e vi si ispira oggi tutti i giorni.
Oppure potrebbe anche far riflettere su un aspetto più nascosto e inaccessibile, un affondo profondo fatto dal regista – ha lavorato oltre dieci anni alla pellicola – e dal magnifico talento di Cruise che personifica l’animo nero, che secoli dopo secoli così è sempre stato immutabile: il lato orrido, brutale, manipolatore, meschino, misero, pericoloso e grottesco di chi possiede o entra all’interno di una forma di altissimo potere.
La dichiarazione del personaggio Digger su un lato oscuro di questo altissimo potere fa riflettere anche sui mezzi di narrazione usati oggi, ma che sono stati da sempre recidivi nel corso di tutte le vicende umane: ‘se non possiamo controllare la storia, almeno possiamo controllarne il racconto’.
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