ART DISCOVER

Salvador Dalì e la Moda, strumento di identità e di spettacolarizzazione artistica

Arriva a Palazzo Reale a Milano la mostra Dalì e la Moda dedicata al rapporto tra Salvador Dalí, uno degli artisti e protagonisti assoluti del Novecento, l’arte e la moda, la costruzione dell’identità e la spettacolarizzazione dell’immagine.

Frutto della collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, sono state esposte oltre 200 opere tra dipinti, abiti, fotografie, gioielli e filmati, anche provenienti dalle principali collezioni internazionali, con il supporto del Comune di Milano – Cultura, di MondoMostre e Civita Mostre e con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata di Spagna in Italia.

L’evento, in programma fino al 31 gennaio 2027, ritrae l’artista, spesso insieme alla compagna Gala, con indosso gli abiti alta moda e pret-à-porter dei più importanti stilisti europei ed americani del XX secolo, aggiungendo di volta in volta proprie decorazioni e oggetti inusuali, oltre a iconiche bretelle, bastoni da passeggio, cappelli o parrucche.

Il gioco di travestirsi nasce sin dall’infanzia e prosegue per tutta la carriera al fine di costruirne l’immagine pubblica e nutrire l’intera eclettica creatività dell’artista catalano.

La moda per Dalì è sinonimo di sogni, diventa altresì collaborazione fattiva quando disegna abiti, accessori e gioielli di sua mano e quando entra in rapporto con la pittura dove vengono dipinte le vesti con straordinaria precisione e dovizia di particolari e fascino onirico.

Il corpo subisce la trasmutazione in opera d’arte, un vero e prorpio laboratorio creativo in divenire che traduce la complessità dell’artista, che non si limita ad influenzarne il linguaggio ma ne utilizza la forza come strumento di identità, di comunicazione e di spettacolarizzazione, riconoscibili su scala internazionale.

La straordinaria vocazione scenografica di Salvador Dalì è un unicum capace di superare i confini tra discipline e di fare della intera propria esistenza motivo di visioni e ispirazioni tutt’oggi prolifiche.

Stilisti e direttori creativi sono tra le fila che subiscono fascino e ispirazioni dei suoi lavori artistici, a sua volta influenzati dagli amici designer dell’epoca con i quali ha intrapreso amicia e collaborazioni, fra i quali Givenchy, Lanvin, Dior, Chanel, Pierre Cardin, Emilio Pucci, Paco Rabanne, Gucci e naturalmente Elsa Schiaparelli.

Dalì sembra sempre aver avuto il potere di reinventare il reale in maniera artistica peculiare, improntata al surrealismo e alla sua complessità stilistica, potente nelle forme, nei simboli e nelle immagini che restano impresse, proprio come con un’opera d’arte.

L’abbigliamento rappresenta così uno strumento essenziale di identità, singola e di coppia, e di diffusione della sua immagine, evidenziando come abiti, accessori e corpo siano interpreti radicali e necessari.

La sua straordinaria vocazione scenografica vi aggiunge infinite possibilità concettuali e oniriche, una pluralità di questo artista totale nel superare i confini tra discipline e di fare della propria esistenza stessa il segno creativo e influenzarne la cultura di massa.

Modificarndone spesso la percezione con elementi perturbanti, ironici, erotici e fantastici, oltrepassando le cornici settoriali tra pittura, moda, teatro, danza e spettacolo.

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Photo credits: a cura di Palazzo Reale Milano e Fundació Gala-Salvador Dalí

Immagine guida-Salvador Dalí – Three young surrealist women holding in their arms the skins of an orchestra, 1936, Oil on canvas – Collection of The Dalí Museum, St. Petersburg, FL (USA) – Gift of A. Reynolds & Eleanor Morse, 2000.24

Photo Oriol Tarridas, 2024

Denise Bellon – Salvador Dalí with a mannequin at the Exposition internationale du Surréalisme in Paris, 1938, Vintage gelatin silver print


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