Con una recente esposizione site-specific presso Labirinto della Masone, progetto artistico di Franco Maria Ricci a Fontanellato (Parma), l’artista Luigi Serafini testimonia ancora una volta il percorso creativo originale e iconico.
Il Codex Seraphinianus si unisce ad altri capolavori di immaginario poetico del quale lui ama definirsi aborigeno, di riflessioni architettoniche e di altre enciclopedie fantastiche basate su un mondo che non esiste.
I suoi tre soggetti preferiti, lo scheletro, l’uovo, l’arcobaleno, inseriti all’interno di differenti tipologie di dipinti, fotografie, sculture, necessitano una contemplazione meditativa per approfondire allusioni, citazioni ironiche, trabocchetti mentali, abbagli, che conducono a perdersi in un mondo stralunato e geniale.
Affezionato alla sua casa romana, la Domus Seraphiniana, opera vivente che arreda e raccoglie il suo universo artistico, Luigi Serafini prosegue con la produzione di opere geometriche ed esoteriche, metafora sia dei tempi che delle possibilità dell’imago umano.
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