Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, il più grande del mondo creato nei giardini di Fontanellato (Parma), ospita una mostra dell’artista Luigi Serafini, intitolata ‘Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno’, aperta al pubblico fino al 13 luglio 2025.
La curatela di Serafini stesso insieme alla Fondazione Franco Maria Ricci, percorso originale e un allestimento site-specific.
Nel decimo anno dalla nascita del Labirinto progettato dall’architetto Davide Dutto, Serafini presenta le sue opere negli spazi interni, progettati con gli architetti Pier Carlo Bontempi, il suo percorso originale e l’allestimento site-specific.
Proprio nel luogo dove Franco Maria Ricci mise in mostra e pubblicò per la prima volta il Codex Seraphinianus, allora sconosciuto.
La personale ‘Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno’ ripercorre la carriera dell’artista e lo fa rispettando la cronologia in tripartizione, tra epoca pre-Codex, epoca Codex ed epoca post-Codex.
Un’importante sezione si concentra appunto sul sogno artistico e più intimo che ha preceduto la stesura del Codex, la sua vita ortiginaria a Pedaso nelle Marche, luogo che ha segnato profondamente il suo immaginario estetico e poetico e del quale lui ama definirsi aborigeno, gli anni degli studi di architettura e l’importante viaggio in America.
Si arriva quindi all’epoca Codex, capolavoro meticoloso di una enciclopedia fantastica, basata su un mondo che non esiste, scritta in una lingua che non esiste, chiarissima ma incomprensibile.
Nell’ epoca post-Codex rientrano tutte le opere realizzate successivamente fino ad oggi, fase creativa che ha come base tre soggetti principali, lo scheletro, l’uovo, l’arcobaleno, inseriti all’interno di differenti tipologie di dipinti, fotografie, sculture, dove è necessario soffermarsi in meditazione e approfondire allusioni, citazioni ironiche, trabocchetti mentali,
abbagli, che condurranno il visitatore a perdersi in un mondo stralunato e geniale.
Un cenno anche alla casa romana dell’artista, la Domus Seraphiniana, opera vivente che arreda e raccoglie l’universo artistico di Luigi Serafini, un museo da custodire che in questi mesi è al centro dell’attenzione pubblica perché rischia drammaticamente di scomparire.
Oltre la mostra, è affascinante nella bella stagione vagare per il labirinto, geometria esoterica e metafora della condizione umana, un eden dove perdersi e poi ritrovarsi.
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