Disney Italia presenta dopo vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, gli attori Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci nel sequel cinematografico Il Diavolo Veste Prada 2, diretto da David Frankel e scritto da Aline Brosh McKenna.
Basato sui personaggi creati dan Lauren Weisberger e prodotto da Wendy Finerman, il film esce nelle sale cinematografiche il 29 aprile 2026, ambiantato nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway e poi in Italia, a Milano, durante la settimana della moda.
Ogni dettaglio è curato nei particolari, dalla fotografia diretta da Florian Ballhaus alle scenografie capeggiate da Jess Gonchor, oltre alle musiche scelte da Theodore Shapiro e Julia Michels e, naturalmente, ai costumi supervisionati da Molly Rogers.
Il tour internazionale del nuovo filmdella 20th Century Studios proseguirà nelle città di Tokyo, Seul, Shanghai, New York e Londra.
Il regista David Frankel dichiara:
“Se il primo film era un romanzo di formazione in cui una giovane donna scopriva il proprio posto nel mondo, il sequel parla di una donna matura che affronta tutte le scelte che ha compiuto nella propria vita. La partecipazione al cast di Meryl Streep è stata fondamentale. Non avremmo nemmeno preso in considerazione l’idea di realizzare questo film senza di lei. Il cambiamento è qualcosa che tutti sperimentiamo nelle carriere professionali e il modo in cui lo affrontiamo è una priorità assoluta ed è anche la sfida di tutti i nostri personaggi. Ma per Miranda la parola chiave era eredità: come si fa a mantenere in vita qualcosa quando la sua influenza e la sua importanza culturale stanno svanendo? Ciò che rende i personaggi così reali e i loro problemi così riconoscibili è il fatto che sono interpretati da quattro degli attori più brillanti del pianeta, divertenti, arguti, pungenti e vulnerabili, tanto da saper mettere a nudo la propria anima con un’abilità davvero sorprendente e magica”.
Meryl Streep nelle vesti della iconica Miranda Priestly si racconta:
“Credo che la gente pensasse che avremmo girato subito un altro film, visto che il primo era stato un successo così grande, ma alcuni di noi erano spaventati all’idea perché… beh, come si poteva superare il primo? Quindi eravamo contenti e siamo passati ad altro. Ma è stato solo circa due anni fa che Aline Brosh McKenna ha avuto un’idea che aveva senso nel mondo di oggi, dato che sono cambiate così tante cose nel mondo delle riviste, dell’editoria e del giornalismo in generale. Il settore si è praticamente dissolto, al punto che tutti stanno cercando di capire come farlo funzionare. Ed è in quell’atmosfera che entrano in gioco la tensione e la trama, e vengono messe in luce tutte le cose che le persone devono fare per tenere a galla la barca in questi tempi così turbolenti. Il Diavolo Veste Prada 2 inizia quando Miranda è all’apice del successo, eppure, allo stesso tempo, c’è un terremoto sotto i suoi piedi. Lavorare a questo sequel di nuovo con il regista David Frankel e con tutto il cast è stato fantastico”.
Andy Sachs, altro personaggio chiave, è interpretato dalla bravissima Anne Hathaway che commenta:
“Tra noi attori incredibili e con il regista c’è un’alchimia straordinaria e anche tutto il resto del team ha contribuito con tanto amore sul set mentre lo giravamo”.
Così come Emily Blunt, alias Emily Charlton, dice la sua:
“Il mio primo pensiero è stato: ci deve essere tutta la banda, altrimenti non si può rifare il film. Sapevo che sarebbe stato pazzesco ritrovarci tutti insieme dopo vent’anni, perché questo film ha cambiato la mia vita in modi che non avrei mai immaginato e anche il pubblico continua a crescere. Il mio personaggio si ritrova con il potere, nella posizione di rilievo presso Dior, e le piace davvero esercitare quel tipo di fascinazione sulle persone. Il suo obiettivo principale ora è diventare un’icona. Scortese, insicura, infuriata ma anche spontanea e senza filtri”.
Infine, il personaggio di Nigel Kipling è interpretato dall’ironico Stanley Tucci che conclude:
“Sono stato felicissimo di sapere che sarebbe arrivato il sequel perché anche per me il primo film è stato una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto, con persone che ho adorato. Il mio personaggio è ancora lì a darsi da fare nonostante tutto è online, tutto è digitale, c’è del romanticismo”.
Ci sono parecchi cambi d’abiti nel film, firmati da Dolce & Gabbana, Armani, Balenciaga, Loewe, Dior, Coach, Jean Paul Gaultier, Rick Owens, Saint Laurent, Tom Ford, Valentino, Louis Vuitton, Gucci, Chanel, Chloé, Fendi, Zegna, Louboutin, Dries Van Noten, spesso anche di archivio.
L’ufficio di Miranda Priestly è stato in gran parte ricostruito da zero e le stanze di Runway per il sequel sono state ingrandite di circa otto volte, inoltre sono state usate come location la villa di Billy Joel a Oyster Bay a Long Island, l’American Museum of Natural History, il Museo del Cenacolo Vinciano e Santa Maria delle Grazie, l’Accademia di Brera, Galleria Vittorio Emanuele II, Palazzo Parigi e Villa Balbiano sul Lago di Como.
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