Organizzata presso il Museo della Cattedrale Palazzo Garofalo di Ragusa, fino al 26 ottobre 2025, approda in Sicilia la mostra ‘Gli Egizi e i doni del Nilo’.
Dal Museo Egizio di Torino arrivano tremila anni di storia dell’antico Egitto, in un racconto promosso e organizzato dal Comune di Ragusa e da Arthemisia, con la collaborazione e prestiti dai Museo del Papiro Corrado Basile di Siracusa, il Museo Archeologico Nazionale Antonio Salinas di Palermo e il Museo Archeologico Ibleo di Ragusa.
Curata dal Museo Egizio e Paolo Marini, l’esposizione accompagna in un viaggio affascinante dentro la civiltà nilotica e la sua lunga storia, le tradizioni, l’arte, la religione, le tombe e altre preziose opere archeologiche.
Alcune sale multimediali e zone didattiche consentiranno di comprendere e di immergersi nel mondo dell’antico Egitto, con tante testimonianze attraverso amuleti e papiri.
Tra i capolavori, un modellino di imbarcazione dei corredi funerari, imbarcazione che rappresentavo il viaggio del defunto verso la città sacra di Abido, e un set di vasi canopi in alabastro.
Un primo piano anche sulle figure di Johann Joachim Winckelmann e Jean-François Champollion, per parlare delle origini dell’Egittologia.
Iole Siena, presidente di Arthemisia, dichiara: “Da qualche anno portiamo avanti un bellissimo progetto di valorizzazione dei territori italiani meno conosciuti al pubblico delle mostre d’arte, perché ritengo che l’eccellenza del nostro paese risieda proprio in quei centri che sono più piccoli solo geograficamente. Le mostre d’arte portano inevitabilmente con sé anche uno sviluppo turistico ed economico, e questo da ancora più
senso a tutto il lavoro che facciamo. Ragusa rappresenta il cuore pulsante di questo progetto e sono particolarmente felice dato anche il mio personale e strettissimo legame affettivo con la Sicilia”.
Paolo Marini del Museo Egizio di Torino aggiunge: “Il Museo Egizio porta in Sicilia la storia millenaria egiziana raccontata da reperti originali che, dinastia dopo dinastia, conducono dal IV millennio a.C. al II secolo d.C. Si parte con un antichissimo vaso, le cui pareti raccontano l’attività che si svolgeva lungo il Nilo, e si termina con una maschera funeraria in cartonnage, emblema di quel Paese, conquistato dai Romani, ma ancora aggrappato alle usanze Faraoniche. Il tutto arricchito da istallazioni digitali in grado di coinvolgere il pubblico e di raccontare ancora altre storie”.
<editorial staff Wemagazine>

COMMENTS ARE OFF THIS POST