Da Occidente a Oriente, il lavoro artistico visivo e simbolico dell’enigmatico James Lee Byars.
Fino al 18 Febbraio 2024, Pirelli HangarBicocca ospita la mostra dell’artista americano James Lee Byars, una delle figure più enigmatiche dell’arte contemporanea del XX secolo, ai confini tra misticismo e minimalismo, spiritualità e corporalità.
Curata da Vicente Todolí con la collaborazione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, la retrospettiva raccoglie opere scultoree e installazioni monumentali, realizzate dal 1974 al 1997, provenienti da collezioni museali internazionali, alcune raramente esposte e presentate in Italia per la prima volta.
Il lavoro di Byars ha influenzato un’intera generazione di artisti nell’ambito dell’arte concettuale e performativa, lavorando in maniera nomade fra più luoghie città (Stati Uniti, Giappone, Italia, Messico e altri) e associando motivi e simboli dei costumi e delle civiltà orientali alla sua profonda conoscenza dell’arte e della filosofia occidentale.
Centrale è il rapporto con il pubblico, chiamato a confrontarsi con l’artista e le opere attraverso l’uso di media differenti, come l’installazione, la scultura, la performance, il disegno e la parola o i significati allegorici.
Riflettere sulle potenzialità alchemiche dell’arte nel plasmare la realtà eleva l’aspetto visivo ed emotivo delle opere ad ulteriori significati simbolici, tra forma e contenuto.
Nel catalogo monografico, previsto per novembre 2023 e pubblicato da Marsilio Editori, si potranno approfondire le opere in mostra e la cronistoria del lavoro dell’artista, che combina armoniosamente materiali preziosi come marmo, velluto, seta, foglia d’oro e cristallo, a geometrie minimali e archetipe, come sfere prismi e pilastri, e a oggetti baroccheggianti.
Il volume includerà un testo dello storico dell’arte e curatore del DIA Art Foundation, New York, Jordan Carter, un saggio della storica dell’arte Sakagami Shinobu, un testo della Alexandra Munroe, storica dell’arte e senior curator al Solomon R.Guggenheim Museum e un’introduzione del curatore Vicente Todolí.
<editorial staff Wemagazine>
Photo credits:
James Lee Byars – The Spinning Oracle of Delfi, 1986
Veduta dell’installazione, La Biennale di Venezia, 1999
Courtesy Archivio Storico della Biennale di Venezia, ASAC – Foto: Giorgio Zucchiatti
James Lee Byars – The Capital of the Golden Tower, 1991
Acciaio inossidabile dorato, legno dipinto – The Estate of James Lee Byars
Courtesy Michael Werner Gallery, New York e Londra – Foto: Roman März
James Lee Byars di fronte a The Door of Innocence, 1986-87
Marmo dorato – Toyota Municipal Museum of Art, Aichi
Veduta dell’installazione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino 1989
Foto: Elio Montanari

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