La giovane cantante di origine slovacca Karin Ann, divenuta celebre per aver vinto la categoria ‘Scoperta dell’anno’ allo Zebrik Awards a Praga, uno dei premi più ambiti nella repubblica ceca, e il ‘Munich Music Video Awards’ con il pezzo “Babyboy”, diventando famosa anche in Germania e nell’Est Europa, esce con la sua ultima pop-ballad ‘for a moment’.
Il New York Times ha descritto la cantante come la ‘voce’ della Generazione Z e la testata tedesca Bild ha detto che Billie Eilish dovrebbe iniziare a preoccuparsi dell’arrivo sulle scene di Karina Ann.
Lo scorso EP dal titolo “side effects of being human” contiene otto tracklist: ‘almost 20’, ‘i’m a loser’, ‘in company’, ‘we’re friends, right?’,‘!use me!’, ‘you should run from me’, ‘looking at porn’ e ‘winter song’, una sorta di pagine di diario che racconta il difficile passaggio all’età adulta.
La cantante è sotto la direzione artistica di Simone Bozzelli e Simone Peluso, che vantano un’esperienza notevole nell’ambiente musicale italiano e che hanno curato in passato importanti progetti per nomi come Fedez, Blanco e gli stessi Måneskin.
La cantate dichiara: “Ho scritto questa canzone dopo che mi è stata ricordata la frase ‘ciò che non ti uccide ti rende più forte’, perché mi sono resa conto che non mi piace questo detto. Quello che succede nella vita non sempre rende più forti, perchè a volte procura traumi o problemi che possono influenzare fortemente il resto dell’esistenza. Ed è così che è nata l’intera canzone, uno scrivere un po’ terapeutico per me, per accettare che la guarigione richiede tempo e che va bene non sentirsi bene“.
<editorial Staff Wemagazine>
Photo Credits: immagini SaraShots – courtesy of Encatopr e Lunatik

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