E ‘cresciuta in una famiglia di artisti (pittori e fotografi) circondata dall’arte, quando suona il pianoforte, il flauto, o quando disegna con carboncino.
Myriam Lafforest ha scoperto la scultura attraverso le opere di grandi maestri, Rodin e Camille Claudel, durante l’incontro con Salvador Mañosa, scultore catalano, nel suo soggiorno a Madrid, imparando la tecnica della modellazione.

L’artista Lafforest sposa la psicologia e la trasforma in un impegno per creare un’arte terapeutica per adulti e per bambini e ragazzi in difficoltà.
Il suo studio sta della campagna catalana spagnola, dove insegna e scolpisce: “l’arte si avvicina e riconcilia con la vita, meraviglioso ponte tra la vita e l’Essere, linguaggio metaforico, specchio del dolore, delle inibizioni, delle incomprensioni. ”
Il lavoro artistico permette al creatore di raggiungere l’autenticità, a volte difficile , trasformando la materia prima in un lavoro personale, per capire cosa può essere nascosto o represso, ciò che a volte blocca il soggetto nella sua crescita.


Ecco perché Myriam la chiama ‘Arte terapia’ non è limitato all’espressione, non è solo rivelando ciò che non funziona, ma molto più. L’arte terapia è l’accesso alla profondità dell’essere.
L’argilla prende forma per raccontare un pochino di se stessi, le mani ascoltano, la forma in movimento sfida. Un dialogo interno, esperienza interiore, approfondimento dell’essere.


L’atto creativo nella sua essenza diventa liberatorio e il lavoro va oltre il suo autore, è un linguaggio universale che appartiene a un mondo diverso da quello della ragione.
L’arte è un linguaggio per trasformare il mondo, è un ponte che apre la porta di un mondo sottile, inciso nell’artista ma anche nella memoria collettiva del genere umano.
Arte è linguaggio universale.
<Barbara Tassara>

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