Lo storico Teatro Lirico di Milano, dedicato a Giorgio Gaber nel 2003, che ha riaperto i battenti dopo una lunga pausa grazie alla nuova gestione capeggiata dalla società olandese Stage Entertainment e ad una remise en forme dell’edificio progettato da Giuseppe Piermarini (l’architetto anche della Scala di Milano), ritorna con in locandina lo spettacolo del duo comico Ale&Franz.
Con la partecipazione straordinaria di Enzo Iacchetti e la regia di Alberto Ferrari, la Michele Gentile per ENFI Teatro produzioni presenta ‘NatAle&Franz show’, uno spettacolo di puro divertimento, che unisce pezzi di repertorio, musica dal vivo e canzoni.
La divertente trama di Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari e Antonio De Santis, è accompagnata in scenda da una band d’eccezione e di grandi professionisti: Luigi Schiavone alla chitarra, Fabrizio Palermo al basso, Francesco Luppi alle tastiere, Marco Orsi alla batteria e Raffaella Spina come voce.
Sottolineano Ale&Franz: “In scena c’è la nostra comicità, la più classica, con i pezzi che ci hanno accompagnato e a cui ci siamo più affezionati in questi quasi trent’anni di strada percorsa insieme. Sul palco insieme a noi una band…e che band! E poi per essere davvero unico e speciale, lo spettacolo di Natale aveva bisogno di una ciliegina sulla torta, anzi di un candito sul panettone. Con noi ci sarà un caro amico, una persona speciale, artista meraviglioso, con cui sarà davvero un piacere condividere la scena: Enzo Iacchetti.”
Entrambi nati a Milano, i due artisti della risata sono complementari, comici surreali e vicendevolmente spalla, per far emergere entrambi i talenti e le doti di improvvisazione.
Non solo a teatro, ma con alle spalle anche esperienze sul grande schermo; fra le pellicole, ‘La grande prugna’, ‘Tutti gli uomini del deficiente’, ‘La terza stella’, ‘Mi fido di te’, ‘Capitan Basilico’, ‘Area Paradiso’, ‘Un boss in salotto’ e ‘Soap opera’.
Fra le interpretazioni più amate dal pubblico, gli sketch de ‘La Panchina’ e ‘Gin e Fizz’ i gangster noir, personaggi cult della loro carriera.
<Barbara Tassara>

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