Nuovo nome e nuova identità per Richard Ginori, dal 1735 massima espressione dell’eccellenza italiana nell’alta manifattura artistica della porcellana pura, trasformato da oggi nel marchio ‘Ginori 1735’.
Parte del Gruppo Kering dal 2013, ‘Ginori 1735’ è da sempre associato ai nomi di grandi personalità dell’architettura, del design e della moda che raccontano a livello internazionale il saper fare made in Italy.
Il cambio di denominazione si accompagna ad un rinnovamento complessivo, fra tradizione e innovazione, confermando ancora inalterato il logo Richard Ginori quale marchio di fabbrica distintivo e autentico sotto o sopra ogni creazione fisica.
Oltre ai servizi da tavola e agli articoli per la casa in porcellana di altissima qualità, si amplieranno le offerte nel settore del lusso e del lifestyle.
“Un ancora alle radici e un ampliamento sul concept di ospitalità, buone maniere e stile di vita”, ha commentato il presidente e AD Alain Prost.
Le origini della Manifattura possono essere fatte risalire al 1735 a Sesto Fiorentino, nei dintorni di Firenze, quando il marchese Carlo Ginori avviò una fabbrica pioniera nella produzione e lavorazione dell’oro bianco. In pochi anni, i Maestri Ginori perfezionano un vero e proprio “sistema” nel quale un semplice impasto di caolino, alabastro e silice viene lavorato e cotto con le metodologie del tempo. La Manifattura riproduce da subito le opere, tra gli altri, di scultori barocchi del calibro di Massimiliano Soldani e Giovanni Battista Foggini, conseguendo consensi in tutta Europa.
L’iconica corona che marchia il retro delle collezioni da tavola in alcune delle più eleganti abitazioni e dei ristoranti più esclusivi del mondo simboleggia la sofisticata fusione tra artigianato e arte nel corso dei secoli. E ha affidato capsule collection a personaggi e artisti di spicco quali Giovanni Gariboldi, Gio Ponti, Alessandro Michele, per citarne alcuni.
La mission di ‘Ginori 1735’ è quella di promuovere un moderno ‘Rinascimento’ della vita quotidiana nei suoi piaceri, nelle sue espressioni artistiche e nell’affermazione dell’individualità di ciascuno, chiamando a collaborare stili innovativi provenienti dai più diversi ambiti: dalla moda, all’arte, al design, fino all’architettura, al cinema e all’arredamento.
<Barbara Tassara>

COMMENTS ARE OFF THIS POST