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Barovier & Toso: storia, fondazione e museo a Murano (Venezia)

Barovier&Toso, storica azienda muranese famosa nel mondo per la realizzazione di opere d’arte in Cristallo Veneziano, istituisce una Fondazione (in Fondamenta dei Vetrai 28 a Murano, Venezia) per la valorizzazione e tutela delle arti, un archivio storico aziendale e la promozione di progetti culturali e delle arti da tutto il mondo, in particolare, quella della lavorazione del vetro.

L’archivio di casa al momento raccoglie 22 mila disegni di Ercole Barovier, migliaia di disegni tecnici di lampadari, foto storiche, lettere e vecchie cartoline, antichi strumenti di lavoro oltre ad una collezione di quasi duecento oggetti vintage che saranno arricchiti nel tempo.

Gli spazai della Fondazione si trovano accanto alla sede storica e alla fornace dove i maestri vetrai, depositari di una tradizione secolare dal 1295 ad oggi, lavorano il vetro e i suoi manufatti emozionali.

L’artigiano che si occupa della soffiatura, l’addetto all’archivio storico, il reposnsabile dei colori, i curatori della logistica e altre figure artigiane e professionali depositarie un patrimonio di conoscenze senza pari.

I capolavori di Barovier&Toso si trovano ovunque, nei dipinti di Tintoretto, Giorgione, Caravaggio o Tiziano, nelle case nobili e nei musei di tutto il mondo e si può considerare che Angelo Barovier è stato per il vetro ciò che Michelangelo e Leonardo furono per la pittura, in una congiuntura particolarmente favorevole che faceva incontrare e unire artisti, intenti a insegnare gli uni agli altri.

Il figlio Angelo così come il nipote Jacopo, che guidò l’azienda fino al 2016, raccolgono una quantità incredibile di disegni, prototipi, modelli e creazioni, fonte tutt’oggi inesauribile d’ispirazione.

Un mosaico di video, realizzati ad hoc dalla Maison, racconta l’unicità e l’autenticità degli oltre 700 anni di storia, nei quali , dal 1295 ad oggi, il primo membro della famiglia Barovier, Jacobello, iniziò a lavorare il vetro.

La storia di Barovier&Toso narra come è possibile accreditarsi nel tempo e restarci, senza scorrere via, conservando le proprie radici e attraversare le tendenze e le mode, in un lungo percorso di sette secoli.

Il potere intrinseco dei manufatti e l’impatto emozionale mai esaurito delle sue creazioni hanno permesso questa maratona di lunga durata e questo affezionato legame intimo coi fruitori, affascinanti da un richiamo valoriale che va ben oltre il concetto di lusso.

Nel XXI secolo Kevin Roberts lo ha chiamato ‘effetto lovemarks’, descrivendo una teoria che abbraccia solo un numero limitato di brand, dalle speciali caratteristiche, anche umane, raccontate in questo ‘Progetto Tales’ di video dell’azienda, scritte e dirette dal regista Riccardo Petrillo, come tessere di un grande mosaico.

Si parte sull’isola di Murano, dove tutto accade e dove tutto ha avuto origine, e si prosegue in chiave narrativa poetica nell’universo Barovier&Toso, in tanti piccoli racconti fatti dagli stessi protagonisti, le persone che ne costituiscono l’anima.

L’artigiano che si occupa della soffiatura, l’addetto all’archivio storico, il reposnsabile dei colori, i curatori della logistica, accanto ai prodotti Icona, in un presente descritto colmo di memoria, di maestria e di manualità, dalla unicità illuminante.

Anche il luogo certamente ha avuto la sua parte, perché a Venezia il tempo scorre lento, circondati da monumenti e opere che simboleggiano il voler perdurare per sempre.

Già nel ‘400, Angelo Barovier  aveva consolidato le fondamenta della dinastia Barovier e ogni generazione successiva vi ha aggiunto qualcosa, in un patrimonio di conoscenze senza pari, per oltre venti generazioni.

ll logo stesso di Barovier&Toso è mimesi di uno stemma nobiliare, e in un certo senso lo è, sigillo di capolavori d’eccellenza creati che si trovano addirittura nei dipinti di Tintoretto, Giorgione, Caravaggio o Tiziano, all’interno di case nobili e nei musei di tutto il mondo.

Angelo Barovier è stato per il vetro ciò che Michelangelo e Leonardo furono per la pittura, in una congiuntura particolarmente unica e favorevole che faceva incontrare generazioni multidisciplinari di artisti intenti a insegnare gli uni agli altri, sulle meraviglie del vetro e di tutte le altre arti e scienze.

Verso la seconda metà dell’Ottocento, alcuni artigiani della vetreria Salviati divennero gli ‘Artisti Barovier’ che segnarono la rinascita e lo slancio nell’espansione europea.

Ercole Barovier, visionario e storico direttore artistico della Vetreria per gran parte del Novecento, aveva le idee chiare su come trasformare il vetro in opera d’arte, e non accontentandosi di niente di meno, diede voce a entrambi, l’artista e il maestro vetraio. Questa duplice visione artistica di gusto estremamente contemporaneo fu d’ispirazione a tutta la comunità del tempo.

Nel 1936 l’azienda fu fusa con Saiar Ferro Toso, con cui collaborava già da tempo.

Il figlio Angelo così come il nipote Jacopo, fino al 2016, raccolgono una quantità impossibile da raccontare di disegni, prototipi, modelli e creazioni, un incredibile patrimonio e archivio inesauribile d’ispirazione, alla ricerca di quella perfezione senza tempo firmata Barovier&Toso che resiste ai secoli.

 

<Barbara Tassara>

Photo credits: Objects from The Company Museum – Photo by Riccardo Petrillo


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