Considerata la prima espressione pittorica di Natura Morta della storia dell’arte, La Canestra di frutta dipinta attorno al 1595 da Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio cela i sui segreti.
Stando ai documenti, la Canestra appartenne a Federico Borromeo fin dal 1607 che possedeva già quadri a tema.
Eppure, con questo dipinto si apre una fase nuova e moderna della pittura esplicata con grande naturalezza, pienezza delle forme e dei colori.
Da un canestro di vimini traboccano frutti e foglie, ritratte con grande realismo e attenzione al dettaglio, quasi in contrasto col fondo neutro e astratto del quadro.
Tutto si concentra sul primo piano e sulla luce che riscalda la natura e crea magnifici effetti.
Dal un punto di vista spirituale, può esservi una allusione ai bagliori celesti e gli stessi frutti, la mela buona e la mela bacata, non sono stati scelti a caso.
<editorial staff Wemagazine>

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