ART DISCOVER

I folli anni Venti nella mostra ‘Lee Krasner: Colore vivo’ in Spagna

Dal 7 Maggio al 19 Settembre 2021 presso il Museo Guggenheim di Bilbao, in Spagna, è aperta al pubblico la mostra ‘Lee Krasner: Colore vivo’, organizzata in collaborazione tra Guggenheim Bilbao e Kunsthaus Zürich.

Curata da Cathérine Hug e Petra Joos, e con la speciale partecipazione creativa del drammaturgo e regista teatrale Calixto Bieito, esibisce uno spaccato degli Anni Venti,

decennio caratterizzato dalle difficoltà e allo stesso tempo dal progresso di reazione alla traumatica esperienza della Prima Guerra Mondiale e della successiva pandemia nel 1918, dalle caratteristiche simili a quelle attuali del Coronavirus.

In un ricco dialogo tra le arti plastiche e le arti performative, il percorso raccoglie oltre 300 oggetti rappresentativi delle discipline artistiche più rilevanti dell’epoca, dalla pittura e la scultura, al disegno e la fotografia, il cinema, il collage, l’architettura e il design di mobili.

Sullo sfondo di città europee come Berlino, Parigi, Vienna e Zurigo, dove si verificarono grandi cambiamenti in tutti i campi e si fecero avanti movimenti progressisti come Bauhaus, Dadaismo e Nuova Oggettività, la regia scenografica di Calixto Bieito conduce attraverso i percorsi dell’esposizione alla scoperta dei ‘folli’ Anni ’20.

1)Addio al trauma della guerra e del nemico invisibile con le armi fabbricate in massa che traumatizzarono la società’ a cui si aggiunse un virus influenza a cui venne dato ingiustamente il nome di ‘influenza spagnola’ (chiamato così perché la stampa spagnola, non soggetta a censura, fu la prima a fornire informazioni al riguardo) che si propagò in tutto il mondo portandosi via milioni di persone, in una pandemia che si diffuse tra il 1918 e il 1920.

2)Nuove idee, nuovi ruoli e modelli, attraverso la scoperta della meccanica quantistica (premi Nobel di Werner Heisenberg, Max Born e Niels Bohr), i ruoli sociali dell’uomo e della donna che acquisisce una certa autonomia (l’introduzione graduale del suffragio femminile in molte parti d’Europa a partire dal 1918 ne fu la manifestazione più potente).

3)Le Mode dell’epoca, con la barba che lasciò spazio al volto rasato e ai capelli impomatati, la bombetta sostituì il cilindro, mentre l’abito con cravatta sostituirono la rigida redingote. In quanto alle donne, i capelli corti fecero furore, accanto ai vestiti fino alle ginocchia e dal taglio dritto, o la sigaretta occasionale che fumavano in pose eleganti. I romanzi rompevano i tabù della passione e dell’amore.

4)I Mezzi dell’Entertainment: la maggiore mobilità data dall’automobile, dalla catena di montaggio nelle fabbriche, la diffusione della radio per le informazioni e per la divulgazione nel nuovo modo di vedere le cose, il riconoscimento del cinema e della fotografia nel mondo artistico.

5)La Rivoluzione della Moda, si pensi al ‘vestito nero’ di Coco Chanel, che nasce intorno al 1927, espressione ancora oggi dell’emancipazione della donna, ai prodotti della industria cosmetica e della chirurgia estetica, che passa dalla ricostruzione dei volti sfigurati dei feriti di guerra alla ricerca degli ideali di bellezza.

6)Le icone del Design e dell’Architettura degli Anni 20 che studiano una vita più raffinata grazie ai cambiamenti nel mondo del lavoro. La scuola di design ‘Bauhaus’, fondata a Weimar nel 1919, si consacrò a costruire una società migliore e più democratica a partire dall’educazione e la cultura, ed alcuni illustri come come Karl Moser, Le Corbusier, Walter Gropius e Gerrit T. Rietveld proclamarono un’architettura socialmente responsabile che toccò anche la sfera del design.

7)Nuove Nozioni sul Corpo, con la silhouette che acquista maggiore protagonismo, anche attraverso la danza e i balli notturni estatici e carichi di sensualità di Montmartre e Montparnasse a Parigi o del Moka Efti a Berlino, manifestazione esplosiva di uno stile di vita emancipato e sensuale, in cui la figura più celebre è la ballerina Josephine Baker, prima persona di colore a diventare una star dello spettacolo e colei che ha introdotto il ‘charleston’ in Europa. Accanto ai suoni della musica jazz, alle Chansons dell’epoca, i compositori classici della musica dodecafonica e ai cabaret letterari.

Il Museo Guggenheim di Bilbao sviluppa, inoltre, un progetto Didaktika patrocinato da BBK, con contenuti online e attività speciali, informazioni su diversi temi e discipline iniziati in quegli anni (come neuroscienze, psichiatria, psicologia, neuroanatomia, femminismo, danza, musica, teatro, cinema, circo e letteratura).

Un importante catalogoGli Anni ‘20’ raccoglie il decennio in cui il desiderio di innovazione non fu mai così intenso così come la volontà delle arti di sperimentare.

www.guggenheim-bilbao.eus

 

<Barbara Tassara>

 

Images credits: Courtesy by Museo Guggenheim di Bilbao.

– con ‘Modelle di acconciature (Frisierpuppen)’, 1927, Olio su tela

Collezione privata Sprengel Museum Hannover, Vermächtnis Grethe Jürgens

-Christian Schad con ‘Maika’, 1929, Olio su legno

Collezione privata Christian Schad Stiftung, Aschaffenburg, VEGAP, Bilbao, 2021

-Ernest Neuschul con ‘Takka-Takka balla (Takka-Takka tanzt)’, 1926, Olio su tela

Collezione privata Nachlass Ernest Neuschul

 


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