DESIGN

L’ironia ribelle di Gaetano Pesce, fra design funzionale, artistico e che fa pensare

La morte si carica di una grande responsabilità prendendoci la vita”, sembra un presagio la dichiarazione fatta dall’architetto, designer e artista Gaetano Pesce, venuto a mancare la scorsa Design Week milanese 2024 dove aveva preparato due progetti, una mostra monografica, Nice to See You, ed una grande installazione in esterno, intitolata L’Uomo Stanco, presso Veneranda Biblioteca Ambrosiana Sala delle Accademie in Piazza Pio XI 2.

La mostra monografica, Nice to See You, ha raccolto una trentina di opere, per lo più inedite, la maggior parte realizzate tra il 2023 e il 2024, tutte portatrici di messaggi dal doppio significato: quello utile e quello che far pensare.

E la grande installazione in esterno, L’Uomo Stanco, metafora umana e installazione monumentale, parla della stanchezza etica di cui soffre il cosiddetto ‘Sesso Forte’.

In tutta l’opera di Pesce si esprime il suo principio guida, ovvero un modernismo che interpreta il presente e accenna al futuro, dove l’individualità è preservata e celebrata.

Gaetano Pesce, nato a La Spezia nel 1939, il designer studia Architettura all’Università di Venezia e partecipa al Gruppo N, uno dei primi collettivi interessati all’arte programmata modellata sul Bauhaus.

Una vita itinerante, tra Venezia, Londra, Helsinki e Parigi, una carriera di insegnamento (presso l’Institut d’Architecture et d’Etudes Urbaines di Strasburgo, alla Carnegie Mellon di Pittsburgh, alla Domus Academy di Milano, al Polytechinc di Hong Kong, alla Architectural School di Sao Paulo e alla Cooper Union di New York City) e sempre vivace nel progettare oggetti che stanno a metà, fra design e arte, esposti in oltre 30 collezioni permanenti nei più importanti musei del mondo.

Nominato e premiato a livello internazionale, la sua esperienza è stata globale e le sue innovazioni sono state costantemente all’avanguardia.

Per lui i confini tra arte, design e industria sono irrilevanti, perché l’arte non è certamente qualcosa di creato e messo su un piedistallo: l’arte è un prodotto, è la risposta creativa alle esigenze del tempo in cui viviamo.

<Barbara Tassara>


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