L’associazione culturale Iniziativa Donna con la direzione creativa dell’architetto Alberto Clementi e la partecipazione della comunità di Abbiategrasso, dà vita ad un mosaico di eventi che omaggiano l’indimenticato stilista Franco Moschino, svelando il volto inedito dell’uomo dietro il personaggio della moda.
A trent’anni dalla scomparsa, a soli 44 anni, del geniale artista, sarto e decoratore, ed anche pittore come amava definirsi, viene allestita una mostra intitolata ‘Genius Loci: Franco Moschino XXX Anni Dal Kaos’ presso i Sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso.
Nunzia Fontana, presidente dell’Associazione culturale abbiatense Iniziativa Donna, ha dichiarato: “Franco Moschino simboleggia la necessità di rottura e di rivoluzione della società degli anni ’90. Questa sua visione sarà il cuore della rassegna annuale a lui dedicata: sarà un anno Moschiniano, a trent’anni dal caos”.
Come ha ricordato Rossella Jardini, amica fidata, stilista e braccio destro all’epoca di Franco Moschino, “Franco lasciava un foglio di carta con una giacca a doppiopetto, una gonna a pieghe, un paio di pantaloni da uomo, una camicia bianca e diceva ‘ora vai avanti tu’. Un modo nostro di lavorare, lui iniziava sempre una frase ed io la finivo”.
Nato nel 1950 nella piccola città di Abbiategrasso, Franco Moschino, con il curioso interesse per l’arte e per il disegno, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Milano e inizia a collaborare con riviste e case di moda, approdando poi in Gianni Versace.
Nel 1983, apre Moonshadow, la sua azienda che lancia il marchio omonimo, Moschino, un successo immediato.
La formula è proprio il mix fra sartorialità impeccabile e natura giocosa e autoironica, anche irriverente o talora surreale, con applicazioni di maxi oggetti a decoro, loghi e slogan che facevano riflettere.
Una teatralità potente ed evocativa che con umorismo prende coscienza del mondo moda, con tutte le sue assurdità e fanatismi.
Franco Moschino dichiara più volte: “Non sono uno stilista sono un pittore e un decoratore; il motivo per cui ho fatto questo lavoro è perché iniziai proprio come pittore. Fare soldi nell’arte era difficile. Il modo più semplice per guadagnare era usare l’arte in qualche altro modo. Una delle cose più facili e interessanti dal punto di vista economico è stata la moda”.
Una coscienza da precursore all’epoca, anche ecologica e morale: “lavorare nella moda vuol dire anche essere coscienti del male che può fare la moda al pianeta”.
E’ stato proprio un concetto moschiniano lasciare la più totale libertà di scelta a coloro che desiderano vestirsi, senza impostazioni, perché quello che si usava l’anno scorso, se piace, affermava Moschino, va bene usarlo anche quest’anno e l’anno dopo ancora.
<Barbara Tassara>

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