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Piacenza Cashmere, la grinta delle giovani generazioni con l’eccellenza dell’heritage

Eccellenza, eleganza, estrema qualità della materia prima e di tutto il processo per arrivare al prodotto finito, salvaguardia dell’ambiente e delle persone, sono i sinonimi dell’azienda Piacenza Cashmere che opera nel campo tessutaio da 14 generazioni.

A capo del brand, fondato nel 1733, supervisionato da Carlo Piacenza, amministratore delegato e Presidente dell’Unione Industriali, i giovani Ettore che gestisce il lanificio, l’acquisto delle materie prime e la produzione, il fratello Vasiliy, brand director e responsabile del commercio estero, e Felice Piacenza, mente creativa del team stilistico, a bracccetto fra heritage e innovazione.

La nuova sede nel distretto biellese, a Pollone, creata nel 1971 da una ex azienda di tessuti che stava a Torino, ha tutte le caratteristiche e tecnologie per gestire l’intera filiera dalla materia prima al prodotto finito, nelle sessioni uomo tessuti, donna tessuti, accessori, lanificio, ‘ready to wear’ e tessuti per sartorie al taglio, insieme a collaborazioni e capsule ‘private label’.

Tradizione di commercianti di lane già dal 1600 e grandi esploratori del mondo, i Piacenza sono abituati a conoscere luoghi estremi e segreti del miglior cashmere, leggerissimo e caldo, della vicuna considerata la fibra rara degli dei, delle fascinose sete, di mohair e lane merinos superfini. Fino a scoprire una nuova fibra sostenibile, l’ortica himalayana, molto simile alla seta, che cresce fra i 1800 e i 3000 metri di altezza, da utilizzare in mischia in percentuale del 26%.

Le Collezioni Heritage del marchio ricordano le texture in Baby cammello del deserto del Ghobi, le splendide mischie di cashmere e seta, i preziosi tessuti double, gli jaquard,  i tradizionali tweed, fino alle sperimentali e tecnologiche linea ‘Clima’ con membrane a più strati ottenute da nanotecnologie oppure con le operazioni di upcycling a chilometro 0 dal recupero di lane trasformate, in collaborazioni con il marchio Brioni in giacche, trench, bomber e pantaloni per nomadi viaggiatori.

Tutto parte dal profondo know how del team Piacenza, organizzato fra memoria e uno spettacolare archivio materico che edita per tipologia, colore, finezza e provenienza, ogni possibile materia prima.

Poi una precisa e sofisticata scheda lavori, di almeno 60 giorni, traccia il processo produttivo del prodotto:

Punto 1 – mischie e tecnologie da applicare alle materie prime

Punto 2 – la tessitura, l’ordito, la trama, i trattamenti e il rammendo

Punto 3 – la tintura sostenibile, in fiocco o in pezza e in rocche

Punto 4 – il finissaggio e il lavaggio, seguiti da speciali trattamenti ad hoc, inclusa la garzatura con fiori di cardo veri, simbolo della Scozia e del marchio Piacenza Cashmere

Punto 5 – il controllo qualità finale, certificando il processo, il prodotto finito e la modalità della filiera produttiva virtuosa ed ecosostenibile.

La prossima collezione Autunno-Inverno 2020-2021 propone capi passepartout sofisticati riletti e ripensati per il vivere contemporaneo. Protagonisti maglieria, capispalla e cappotti sartoriali, con la loro morbidezza e ricchezza di filati, dettagli di lavorazioni tattili, intrecci e micro-effetti tridimensionali.

Finissimi Royal Cashmere e Vicuña, indossati con la stessa naturalezza di una vestaglia effetto ‘cocoon’, nelle tonalità eleganti dei neutri e in vivide sfumature di bordeaux, verdi boschivi, profondi blu e montani marroni.

<Barbara Tassara>

 

Crediti immagine: Ritratto della Famiglia Piacenza, da sinistra in piedi, Vasiliy, Ettore e Felice; seduti, Carlo e Guido.


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