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Pretty Woman, standing ovation per il musical in locandina al Teatro Nazionale di Milano

Inizia con il botto e la standing ovation finale, il musical  Pretty Woman’, tratto dal celebre film di Garry Marshall interpretato da Julia Roberts e Richard Gere, partito con il debutto italiano il 28 Settembre 2021 e in calendario fino all’8 Gennaio 2022 a Teatro Nazionale CheBanca!.

Organizzato da Stage Entertainment, lo spettacolo mantiene l’impianto narrativo del successo cinematografico arricchendosi di un’avvincente colonna sonora composta dalla leggenda del rock Bryan Adams e dell’indimenticabile successo mondiale “Oh, Pretty Woman” di Roy Orbison, un successo acclamato a Broadway con il tutto esaurito nel 2018 e in calendario attuale anche ad Amburgo e Londra.

Accanto alla tematica sentimentale, nella quale la giovane prostituta Vivian Ward (interpretata da Beatrice Baldaccini) incontra per caso il ricco e affascinante uomo d’affari Edward Lewis (recitato da Thomas Santu) e ne nasce un amore da favola, si intersecano i problemi sociali di mondi totalmente diversi, tutto professionalmente e ottimamente interpretato sotto la regia di Carline Brouwer e Chiara Noschese, con coreografie di Denise Holland Bethke, una supervisione musicale di Simone Manfredini e Andrea Calandrini, scene di Carla Janssen Hofelt e costumi di Ivan Stefanutti (disegno Fonico e disegno Luci di Armando Vertulloe Francesco Vignati). La traduzione e l’adattamento dei versi italiani sono opera di Franco Travaglio.

Una speciale alchimia di talenti e l’eccellente costruzione della narrazione e visione scenica ha creato una miscela artistica corale ben recitata e ben cantata, con picchi di piece teatrali che si ricordano, ironiche ed estrose, e tanti momenti artistici degni del cugino Broadway.

Tutti bravissimi nel cast, grintosi, intonati, con la voglia di tornare sul palco per lo spettatore e far battere il cuore e gustare alla mente, un dare appieno e con eleganza e senza strafare, che è un po’ il fastidioso dei musical all’italiana e del genere complessivo.

La rock band esce e si vede solo nei saluti finali per un meritatissimo lungo applauso dedicato alla sua esecuzione emozionale delle bellissime musiche e alla sua ritmica che guida tutto lo spettacolo.

I testi italiani, sia del cantato che nel recitato, hanno una armonia fonica e ritmica che segna il rilancio e l’asticella verso l’alto del settore musical italiano, compresa la narrazione della storia, aderente al film e che scorre precisa e romantica come fosse stata creata per la nostra lingua originale.

Luci e scenografie mobili sono la cornice mai scontata che permea il ricordo di un suo potente aspetto visivo ed anche in questo caso l’eleganza scenica opera in modo magnifico con la tecnologia, altro ingrediente per pronosticare il pienone di sala fino alla fine delle date di questo prodotto che, grazie alle decisioni e talentosa guida di produzione e della regia che lo firmano, punta meno sull’aspetto commerciale e più sull’arte a tutto tondo, augurandogli un successo pari a quello del tutto esaurito di Broadway e, si spera, anche a Londra e Amburgo.

 

<Barbara Tassara>


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