I produttori del territorio fra Modena e Reggio, riuniti nell’associazione chiamata I custodi del Lambrusco, hanno firmato il manifesto che li accomuna nella identità vitivinicola e allo stesso tempo li differenzia a seconda di un preciso territorio e tipologia di vitigno.
In questo spazio fisico e culturale, le aziende agricole, le cantine e le professionalità di settore gestiscono in prima persona ogni fase di produzione, dalla cura della terra, alla filiera controllata in ogni fase, ai segreti tramandati cha arrivano fino all’imbottigliamento.
Questo vino conviviale possiede tante sfumature e storie, rivendica le sue qualità e la pura artigianalità con la quale nasce, canta e arriva al bicchiere.
Dalle etichette più gentili a quelle leggere e spensierate, le sue varianti generose e schiette e poi le capacità di maturazioni più complesse.
La qualità Grasparossa possiede note di frutta rossa e sfumature floreali, le uve Foglia Frastagliata vantano aromi delicati, i vivaci vitigni Maestri sono caratterizzati da sentori di frutta scura e spezie, l’ancestrale Barghi cresce morbido e con aromi fruttati.
Altri leggeri e freschi sono Pellegrino e Benetti, di facile beva ma comunque ricchi di sapore.
Sorbara, fra i più eleganti, apre la gamma dei vini versatili a livello gastronomico, con una variante DOC più sapida, sempre sui sentori di fragole e fiori.
Meno conosciuto, Montericco offre vini di grande personalità, ricchi e complessi, con una struttura solida e aromi di frutta nera e spezie. Intenso e robusto, le varianti Salamino e DOC sono perfette per preparazioni ricche e saporite.
Anche Marani, con il suo bouquet di frutti di bosco e leggere note erbacee, è adatto a molte ricette gastronomiche.
Oliva, fra i meno noti, ha un potenziale unico di tradursi in vini freschi e fruttati e adattarsi a piatti di pesce e verdure.
Infine, Viadanese è un’altra proposta con note di frutta che si sposa bene con una vasta gamma di alimenti, dalle carni ai formaggi.
<editorial staff Wemagazine>

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