Fino al 21 settembre 2025, Palazzo Bonaparte a Roma ospita ‘Elliott Erwitt. Icons’, la grande mostra dedicata al maestro della fotografia dallo stile, irriverente, ironico e poetico.
Oltre 80 celebri scatti di vita quotidiana capaci di far sorridere, riflettere, emozionare sulla commedia e tragedia umana.
Elliott Erwitt, nato a Parigi da una famiglia di emigrati russi, visse l’infanzia tra la Francia e l’Italia, emigrando successivamente con la famiglia negli Stati Uniti, prima a New York e poi a Los Angeles.
Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, divennero i suoi mentori e lo spinsero a viaggiare e fotografare realtà e volti.
Ogni scatto di Erwitt è diventato un simbolo di memoria collettiva, testimone delle piccole e grandi assurdità della vita, leggere e profonde, intime e universali.
Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum – fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa –ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.
“Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla” dichiara l’artista.
Iole Siena, presidente Arthemisia, commenta: “Accogliere le fotografie di Elliott Erwitt a Palazzo Bonaparte, il luogo delle più grandi mostre a Roma e in Italia, è un onore e una grande emozione. Le sue immagini ironiche, eleganti, a volte pungenti, sempre profondamente umane, ricordano che lo straordinario si nasconde nell’ordinario, e che la bellezza può essere colta al volo, prima che svanisca. Erwitt non ha mai alzato la voce, eppure ha detto moltissimo. Con il suo sguardo gentile e arguto ha raccontato il mondo per come è, senza mai forzarlo. Ha fotografato presidenti e passanti, cani e bambini, amanti e solitudini, sempre con lo stesso rispetto, con la stessa curiosità”.
Curata da Biba Giacchetti, una delle massime conoscitrici di Erwitt a livello internazionale, con l’assistenza tecnica di Gabriele Accornero, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Orion57 Bridgeconsultingpro e in partnership con Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e Fondazione Cultura e Arte Poema, il percorso espositivo omaggia l’uomo che, con uno sguardo gentile e disincantato, ha saputo raccontare il mondo per quello che è: tragicomico, tenero, assurdo, irripetibile.
‘Elliott Erwitt. Icons’ è uno spaccato della storia e del costume, con svariati protagonisiti, cani antropomorfi, potenti della terra, grandi star del cinema, una su tutte Marilyn Monroe, bambini, amanti o gli autoritratti, cercando di cogliere il senso profondo dell’esistenza.
<BT>
Crediti:
Elliott Erwitt – USA. New York City – Private Collection

COMMENTS ARE OFF THIS POST