L’artista grafico Maurits Cornelius Escher, genio olandese, è famoso soprattutto per i suoi cosiddetti disegni impossibili, per le sue metamorfosi, per disegni e schizzi che poi utilizza nel suo studio per le sue litografie, xilografie e incisioni su legno.
Nel frattempo, illustra libri, disegna tappeti e banconote, francobolli, murali, pannelli intarsiati.
Il suo è un gioco rigoroso e stupefacente con l’architettura, la prospettiva, gli spazi impossibili e la fantasia, dai quali nutre la sua produzione: “Adoriamo il caos perché amiamo produrre ordine” dichiara.
Inquieto, riservato e geniale, artista continua ad avere la capacità unica di trasportare in un mondo immaginifico, dove si mescolano arte, matematica, scienza, fisica e design, amplificando il pubblico dei suoi ammiratori.
Nelle sue opere confluiscono una grande vastità di temi e anche per questo, nel panorama della storia dell’arte, rappresenta un unicum.
Il periodo romano ebbe una forte influenza su tutto il suo lavoro successivo che lo vide prolifico nella produzione soprattutto di paesaggi, scorci, architetture e vedute di quella Roma antica e barocca che lui amava indagare nella sua dimensione più intima, quella notturna, alla luce fioca di una lanterna, seduto a disegnare su una sedia pieghevole.
<Barbara Tassara>
Photo credits:
Maurits Cornelis Escher – The M.C. Escher Company. All rights reserved.
‘Day and Night’ 1938 woodcut
‘Encounter’ 1944 litograph
‘Tower of Babel’ 1928 woodcut
‘Mano con sfera riflettente’ 1935 litograph – Collezione Maurits (Bolzano)




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