ART DISCOVER

La prima mostra di Diana Orving in Italia presso Tempesta Gallery

Per la prima volta in Italia arriva l’artista Diana Orving ospitata presso Tempesta Gallery di Foro Buonaparte 68 a Milano con le sue impalpabili sculture tessili che diventano scenografie immersive atte a esplorare emozioni senza limiti.

Comprendo la forma attraverso le mie mani e attendo con ansia l’intersezione in cui il sentimento e il pensiero si incontrano. Uso la forma e il movimento sia per esprimere che per comprendere stati mentali, relazioni, processi mentali e fisici. Per me l’arte è uno strumento spirituale e un linguaggio che a volte comunica a un livello più profondo e istintivo delle sole parole” dichiara l’artista svedese lieta di annunciare la sua prima personale in Italia.

Le opere d’arte emergono dalla sua ricerca improvvisata di una forma o di un’espressione di un drappeggio, in un interscambio tra tecniche, materiali e formati che si trasformano artigianalmente in sculture tessili, dipinti e costumi tattili e visivi, in un dialogo fra corpo e spazio.

Le sale allestite divengono immersive e molto scenografiche, fluide come fossero coreografie dinamiche in un viaggio di esplorazione che decide quasi in autonomia l’opera d’arte finale.

I tessuti danzano, i paesaggi emergono, scomparendo in sè stessi oppure liberati dalle loro cornici, alla scoperta di nuove strade e significati.

Lavorare con le mani a stretto contatto con il materiale è per me una sorta di meditazione – spiega Diana Orvingquasi un rito ripetitivo che acuisce i miei sensi e mi tiene presente. Il mio processo creativo è fortemente influenzato dall’improvvisazione e dall’intuizione, una sorta di coreografia con me stessa. Comincio in piccolo, assemblo, taglio il pezzo successivo del puzzle, cucio, vado fuori strada, resisto e cedo. Scopro una nuova forma che mi guida sulla strada da seguire. La scultura cresce a poco a poco in una reazione a catena”.

La Orving ha sviluppato le sue tecniche da autodidatta, sceglie i tessuti da elaborare in modi diversi (come cotone, canapa, lana e fibre metalliche tutti riciclati), realizza i coloranti e tratta e lava i materiali più volte per ottenere una certa consistenza ed effetto specifico.

Alcuni dei lavori vengono dipinti con pennello e pittura a olio, altri crescono come sculture o si traducono in schizzi in un costante processo di interconnessione nel quale un elemento solitario fa parte di un sistema più grande.

Un altro tema ricorrente è l’attrazione per la sequenza di Fibonacci, la formula matematica che spiega come la sezione aurea si trovi intorno e in natura, nelle conchiglie, nei petali dei fiori, nei rami degli alberi, nell’occhio della tempesta oppure nel corpo umano.

Diana Orving ha presentato anche collezioni di abbigliamento femminile in occasione di sfilate di moda e mostre in Svezia e all’estero, dal 2007 al 2020, lavorando contemporaneamente sia con l’arte tessile che con la moda, ad esempio, creando costumi per la Royal Swedish Opera.

<editorial staff Wemagazine>


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