All’Osservatorio Prada Milano i ricercatori sull’intelligenza artificiale Kate Crawford e Vladan Joler in ‘Calculating Empires: A Genealogy of Technology and Power, 1500-2025’.
Fino al 29 Gennaio 2024 all’Osservatorio Prada Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, il pubblico potrà dialogare con le istallazioni artistiche e le indagini di Kate Crawford e Vladan Joler.
Kate Crawford, fra le massime ricercatrici internazionali sull’intelligenza artificiale e professoressa di ricerca presso USC Annenberg di Los Angeles e MSR di New York, che ha appena pubblicato ‘Atlas of AI’, nominato uno dei migliori libri dell’anno dal Financial Times e dal New Scientist, ha creato speciali installazioni artistiche e indagini visive all’Osservatorio di Fondazione Prada Milano.
La sua collaborazione con Vladan Joler, accademico, ricercatore e artista, che fonda il suo lavoro sui dati e vi mescola numerose discipline, professore presso il dipartimento New Media dell’Università di Novi Sad, ha dato voce ad un altro libro, Anatomy of an AI System, una mappa su larga scala e un saggio sulla manodopera, i dati e le risorse planetarie necessarie per produrre e far funzionare un dispositivo Amazon Echo.
Insieme sono artefici della nuova mostra ‘Calculating Empires: A Genealogy of Technology and Power, 1500-2025’ ospitata nella sede di Osservatorio Prada, spazio dedicato alla sperimentazione dei linguaggi visivi e alla ricerca sulle possibili intersezioni e collisioni tra la tecnologia e le varie espressioni culturali.
In questo luogo piattaforma di libero pensiero aperto alla riflessione e in continua evoluzione, il due ricercatori e artisti creano una sorta di mappa del nostro presente tecnologico, illustrando come il potere e la tecnologia siano intrecciati a partire fin dal lontano 1500.
Unendo ricerca e design, scienza e arte, Joler e Crawford sviluppano una nuova chiave di lettura per comprendere il panorama attuale dell’intelligenza artificiale interrogandosi su come siamo arrivati fino a qui e su dove potremmo essere diretti.
Come precisa Crawford: “Questo è l’anno in cui l’intelligenza artificiale generativa ha inondato la cultura globale e ha dominato l’attenzione pubblica. Questi sistemi hanno già dimostrato la loro capacità di concentrare il potere, produrre ‘allucinazioni collettive’ e disinformazione su larga scala, mettendo in discussione la percezione di una realtà condivisa. L’IA generativa ha inoltre un impatto significativo sulle nostre ecologie, necessitando di immense quantità di energia, acqua e minerali”.
L’elemento centrale della mostra è Calculating Empires Map Room, un ambiente buio che riproduce una scatola nera che racchiude cinquecento anni di storia, progettata per misurare gli imperi e per esplorare come questi abbiano misurato la storia.
Il suo codice di tecnologia e di potere mostra come l’eco degli imperi dei secoli passati risuoni nelle aziende tecnologiche di oggi.
Lo spazio immersivo misura ventiquattro metri e ha richiesto quasi quattro anni di lavoro per riunire migliaia di disegni e di testi, forme di comunicazione, classificazione, computazione e controllo, che attraversano secoli di conflitti e confini.
La lettura cronologiaca aiuta poi a raggruppare fenomeni diversi in modelli che si ripetono nel lungo periodo.
All’esposizione di aggiunge il lavoro An atomy of an AI System di Joler e Crawford, diagramma esploso sul caso di studio della voce assistita di Amazon Echo e dispositivo che ricorre all’intelligenza artificiale. Qui sono evidenziati i tre principali processi estrattivi necessari al funzionamento di qualsiasi sistema di AI su larga scala: risorse materiali, manodopera umana e dati.
La mostra si conclude con una stanza delle meraviglie che presenta una collezione eclettica di libri, dispositivi ed ephemera, dal 1500 al 2023 e un luogo dedicato alla riflessione.
<Barbara Tassara>

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