‘I Am She’ è il titolo della mostra di Liliane Lijn, artista americana che vive e lavora a Londra, una esposizione sensoriale, visiva e plastica che ripercorre i sessant’anni della sua ricerca, dal 1969 ad oggi in programma fino al 14 Novembre 2020 presso lo spazio-galleria Ordet di via Adige a Milano.
Opere macro e opere microscopiche, che stazionano a cavallo fra invenzione e artigianalità e sperimentano tecniche e materiali a tutto campo, come in un vero e proprio laboratorio.
Tra le opere in mostra, Linear Light Column (1969), cilindro rotante avvolto in filo di rame smaltato, un tempo il materiale principale utilizzato per le telecomunicazioni; due grandi pastelli Her Water Self e Inner Bird Portrait e il trittico Transformation of the Bride in the Medusa (1987).
Feathered Lady (1979) e Heshe (1980) sono stupefacenti totem umanoidi alti due metri, costruiti con piumini, corde di pianoforte, fibre sintetiche e sormontati da prismi per periscopi di carri armati che scindono la luce bianca in colori visibili.
Una selezione di lavori di dimensioni più ridotte, creati a partire dagli anni ’80, riflettono nuovi tipi di testa femminile, parti corporee e fusioni da calchi del corpo dell’artista stessa.
Nei Catastrophic Encounters (2019-20) il vetro fuso viene versato su un composto di metallo che come in una colata di lava lo trasforma in fossile.
Avvolta nella penombra, The Bride (1988) è una grande scultura performante che stratifica tecnologia, industria e natura, racchiusa in una gabbia nera, un grande archetipo femminile composto di mica legata a resina epossidica, piume di struzzo, vetro soffiato e sfere di cartapesta laccate.
“The Bride è un’alterità erotica già contaminata da vapori della morte; come un arcobaleno, è un ponte tra due stati dell’essere e pulsa energia repressa” dichiara l’artista Lijn.
Per visitare la mostra:
Liliane Lijn: ‘I Am She’
fino al 14 novembre 2020
c/o Spazio Ordet
Via Adige 17- Milano
www.ordet.org
<Barbara Tassara>

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