ART DISCOVER

‘Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino’

Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino’, a cura di Clelia Arnaldi di Balme e Maria Paola Ruffino, è una mostra itinerante che narra la vita di corte in epoca barocca.

Due  ‘Madame Reali’, ad esempio, diedero slancio allo sviluppo della società e della cultura artistica nello stato sabaudo tra il1600 e il 1700 : Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Le due figure emblematiche della storia europea esercitarono il loro potere al femminile per affermare e difendere il proprio ruolo e l’autonomia del loro Stato con azioni politiche e committenze artistiche, a testimoniare la ferma volontà di fare di Torino una città di livello internazionale.

Dipinti, oggetti d’arte, arredi, tessuti, gioielli, oreficerie, ceramiche, disegni e incisioni, raccontano le loro biografie, le parentele che le collegano alle maggiori case regnanti, le loro azioni politiche e culturali, le scelte artistiche per le loro residenze, gli usi della vita di corte, le feste sontuose, la moda e la devozione religiosa.

Cristina di Francia, o più esattamente Chrestienne de France, figlia del re di Francia Enrico IV di Borbone e di Maria de’ Medici, giunge da Parigi a Torino nel 1619 all’età di tredici anni, sposa di Vittorio Amedeo I di Savoia. La introduce in mostra una splendida serie di ritratti che costituiscono il suo album di famiglia: i genitori, sovrani di Francia; il fratello Luigi XIII, salito al trono nel 1610 in seguito all’assassinio del padre, e la sorella Enrichetta Maria, regina d’Inghilterra sposa di Carlo I Stuart. Il matrimonio rinsalda l’alleanza tra il Piemonte e la Francia, rafforzando la posizione dei Savoia tra le Case reali d’Europa.  Amante delle feste, Cristina conserva la tradizione spagnola dello zapato, celebrato nel giorno di San Nicola con lo scambio di ricchi regali, e inaugura a Torino la stagione dei balletti di corte su esempio di Parigi. Autore di molti testi e coreografie è il conte Filippo d’Aglié, presente in mostra in un bel ritratto inedito, cortigiano raffinato, suo amante e suo fedele consigliere. Fa ampliare il castello del Valentino, sul Po e la Vigna in collina (ora nota come Villa Abegg). Rimasta vedova, Cristina assume la reggenza per il figlio minorenne Carlo Emanuele e si scontra con i Principi suoi cognati, Maurizio e Tommaso di Savoia-Carignano, sostenitori degli Spagnoli. La guerra civile si protrae fino al 1642, quando l’accordo fra la duchessa e i cognati è concluso col matrimonio della figlia Ludovica con lo zio, il Cardinal Maurizio, riuscendo far mantenere l’indipendenza del Ducato e del proprio potere, che cede formalmente al figlio, che continua a guidare e consigliare fino alla sua morte.

Maria Giovanna Battista, nipote di Enrico IV di Francia, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, dama di corte della regina di Francia, lascia nel 1665 la reggia di Luigi XIV, il Re Sole, per diventare Duchessa di Savoia. Vedova, regge il ducato fino al 1684 fino a quando il figlio, Vittorio Amedeo II, assume il potere. In una epoca di grani crisi e carestie, istituisce un Monte di Prestito presso l’ospedale San Giovanni Battista per i bisognosi, promuove la nascita di Accademie e investe sull’ammodernamento di Palazzo Madama, sua residenza dove avvengono precisi cerimoniali sul gusto della duchessa. Nel frattempo, sviluppa sogni ambiziosi di espansione in Portogallo e di attrazioni verso l’Oriente, con arredi e prodotti che provengono direttamente dalle colonie.

L’aspetto religioso delle Madame, rappresentate con icone sacre e rituali, è sempre ben presente nella brillante vita di corte. Così come gli ornamenti e gli abiti che mutano il gusto con le influenze del vestire alla francese. E ogni dettaglio si può notare nei minuziosi ritratti dei pittori chiamati a rediferli; da Anton Van Dyck, Frans Pourbus il giovane, Giovanna Garzoni, Simon Vouet, Antonio Tempesta, Giovenale Boetto, Charles Dauphin, Pierre Gole, Carlo Maratta, Maurizio Sacchetti, a Filippo Juvarra e Jacques Courtilleau.

<Barbara Tassara>

 

Immagini crediti:

Pittore piemontese, Ritratto di Cristina di Francia, 1634-1635, olio su tela, Collezione Privata, Torino, fotografo Paolo Robino

Giovanni Luigi Buffi, Ritratto equestre di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, terzo quarto del XVII secolo, olio su tela, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino


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