Il Re dei dolci romani, il Maritozzo, ha un nuovo indirizzo, Maritz, a Milano in corso di Porta Ticinese 40, aperto tutti i giorni, per farne assaggiare la versione di alta pasticceria firmata dal celebre maestro Iginio Massari e di Debora Massari.
Una soffice pagnotta dolce, a base di acqua, farina, lievito, zucchero, latte, uova e burro (o olio), spaccata a metà e riempita con panna montata (ma anche altre varianti dolci e salate) che risale come ricetta addirittura agli Antichi Romani, servito con miele e uvetta. Questo dolce era solitamente realizzato come unico peccato di gola da permettersi durante la Quaresima cristiana, con lo scherzoso appellattivo ‘er Santo Maritozzo’.
Oppure il ‘Maritozzo’, storpiatura del nome marito, veniva simbolicamente donato da un pretendente fidanzato alla sua amata, il primo venerdì di marzo (data di San Valentino di un tempo) con al suo interno, nascosto, un anello o un altro oggetto d’oro, a voler simboleggiare l’impegno della proposta d’amore o matrimoniale, decorato con cuori e frecce di Cupido di zucchero.
Diffuso non solamente nel Lazio, arriva in altre regioni del centro e del sud Italia, fra cui Marche, Sicilia e Puglia, cambiando talvolta la forma, da panino tondo a treccia o ovale allungato.
Da Maritz ci sono le infinite preparazioni gourmet contepmporanee, l’iconico Maritozzo con cuore di crema pasticcera, le varianti al cioccolato, alla nocciola, allo zabaione e al pistacchio, le edizioni limitate legate a speciali festività e occasioni, e chissà magari qualche variazione gluten e vegan free, oppure salata.
<BT>

COMMENTS ARE OFF THIS POST