La programmazione autunnale di Museo del Novecento presenta tre nuovi focus espositivi dedicati a Enrico Castellani e le superfici di rilievo, Vincenzo Agnetti e la poesia, e alla scena artistica milanese degli anni Sessanta e Settanta.
Intitolato Focus900, supportato da Comune di Milano – Cultura e aperto al pubblico dal 6 ottobre 2026, il nuovo percorso artistico si trova al al quarto piano del Museo e prosegue nella Galleria Gesti e Processi, indaga figure e momenti che hanno contribuito in modo determinante alla definizione della cultura artistica italiana moderna.
Lo spazio dedicato a Enrico Castellani e le superfici a rilievo, realizzato in collaborazione con la Fondazione Enrico Castellani, si concentra sulla rappresentazione, dove le tele diventano luogo capace di dialogare con la luce e con lo spazio, con la ripetizione e il ritmo.
Tele monocrome, modificate attraverso una struttura di chiodi e centine collocata dietro la superficie, si animano di rilievi e depressioni, sperimentandone ogni volta nuove possibilità.
Superfici bianche, una Serie rossa e le Superficie argento e Superficie angolare cromata, simboleggiano il lavoro e l’evoluzione di quarant’anni del rigoroso artista.
La sala monografica Vincenzo Agnetti e la poesia, allestita in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnettie curata da Federica Boragina, si focalizza sul ruolo assunto dalla poesia negli ultimi anni della sua attività, strumento privilegiato di indagine sin dagli esordi, passando per una funzione dapprima analitica e concettuale e poi quale principio generativo delle opere.
Agnetti riconosce la poesia come forza creatrice capace di trasformare il reale, attraverso il ricorso, senza distinzioni, alle parole e alle immagini, dipinta su tele tessili e altri lavori artistici.
La serie delle Photo-graffie fa entrare in gioco anche il gesto: un graffio sulla carta fotografica annerita, ad esempio, fa emergere forme e segni che donano maggiore forza ai suoi componimenti.
Riuniti in un simil laboratorio della contemporaneità, gli artisti Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Alik Cavaliere, Bobo Piccoli e Emilio Tadini condividono la storia della diffusione della cultura industriale, pubblicitaria e di massa, confrontandosi tra realtà italiana ed internazionale.
Nei dipinti di Valerio Adami, i colori intensi trasformano oggetti e interni quotidiani piatti in scene sospese. Lucio Del Pezzo dà colore, geometria e scultura secondo il suo equilibrio rigoroso, con continui richiami al gioco e all’assemblaggio.
Emilio Tadini intreccia pittura metafisica, letteratura e immagini pop, mentre il racconto assume una dimensione centrale nelle opere scultoree di Alik Cavaliere e dei suoi personaggi immaginari.
Infine, Bobo Piccoli riduce la umana figura a pochi segni essenziali, affidando alla materia pittorica il movimento e la tensione dell’immagine.
Un’altra voce del Novecentro trova il suo spazio in una monografica, Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti, visitabile fino al 14 marzo 2027.
Testimonianze biografiche, fotografie, scritti e materiali audiovisivi ricostruiscono la vita intellettuale di una delle voci più originali e indipendenti della critica italiana del secondo Novecento, collaboratore di riviste e quotidiani e poi delle gallerie più attive tra Torino e Milano, oltre alla didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Insieme all’esposizione, un programma collaterale di incontri in partnership con Cineteca Milano e con il Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano, tra gli ospiti Luca Cerizza, Francesco Guzzetti, Fabio Peri, Anna Lombardi.
Il cinema sta sotto il cappello del FantaPop proiettatto presso il Cinema Arlecchino, otto film di fantascienza in nove proiezioni tra ottobre e novembre 2026, i cui biglietti daranno la possibilità di accedere alle mostre del Museo del Novecento viceversa al cinema con sconti speciali.
Tra i titoli, La guerra dei mondi di Byron Haskin, Il pianeta proibito di Fred M. Wilcox, Gli invasori spaziali di William Cameron Menzies, Barbarella di Roger Vadim, La fuga di Logan di Michael Anderson, Il Dottor Who e i Dalek di Gordon Flemyng, Terrore nello spazio di Mario Bava e l’immancabile 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
<editorial staff Wemagazine>

COMMENTS ARE OFF THIS POST