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Natura ed erbe ancestrali celebrate a Orticolario 2025 sul Lago di Como

La quindicesima edizione di Orticolario, manifestazione culturale dedicata alla natura come stile di vita, si è concentra sui paesaggi ancestrali, con un fitto calendario di eventi, installazioni ed espositori, riuniti presso Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como, attorno al tema tema Eden, assaporando la meraviglia incolta e selvaggia delle piante ed erbe ancestrali.

Dal punto centrale, la dimora ottocentesca e residenza estiva dell’infanzia del regista Luchino Visconti, circondata dai suoi paesaggi lacustri e da giardini colmi di piante rare, insolite e da collezione, si sono disposti intorno al verde, il meglio dell’artigianato botanico artistico e di design, circa 250 espositori dedicati alla natura e alle sue diverse sfaccettature.

“La bellezza è utile essenziale ed educa ad altra bellezza” dichiara la Famiglia Mantero che nelle diverse edizioni ha sempre voluto una fiera che sia pure contenitore di suggestioni.

Il direttore artistico Moritz Mantero ha celebrato il mondo selvatico incontaminato, senza o con poca interferenza dell’uomo, in tutta la sua meraviglia primordiale e dirompente, come ben rappresentato dal progetto nel padiglione centrale interno, allestito con oltre 700 piante forestali, ispirate all’ ecosistema inviolato dello Yucatàn, in Messico.

Si è potuto poi andare per erbe e giardini incantati, approfondendo i segreti della botanica nelle diverse installazioni con la meravigliosa cornice del paesaggio lacustre.

Un passaggio nel giardino spirituale creato da Daniela Giraudo in collaborazione con Edil Green, Salix e Vivaio Fratelli Gramaglia, con un drago botanico che protegge il luogo naturale, oppure il varco da oltrepassare per entrare nel giardino dell’Eden, uno scrigno di natura rigenerante, intreccio di radici, tronchi d’albero, arbusti fruttiferi e personaggi di fantasia, curati da Miretti Giardini.

Il viaggio primordiale è proseguito nella mini foresta di rocce e piante alimurgiche (spontanee e commestibili) creato da Andrea Volonterio di Oasi Studio e Davide Simoncini, nel percorso sensoriale fra spontaneità e ordine, di Amorfini Garden nel progetto di Davide Boschetti, e in quello ad alta interconnessione ecologica e culturale, luogo zen pensato da Rafael Tassera per Ossola Giardini, con le installazioni botaniche di FlorToce, Foloricoltura Pironi e Unmaco.

Ospite d’onore e cuoca premiata durante manifestazione, la chef Antonia Klugmann, patrona de L’Argine a Vencò, per la sua etica, contenuti ed estetica nel gusto esaltato da prodotti naturali di zone incontaminate.

Figlia di medici, con una mamma appassionata di giardino, la Klugmann cambia percorso professionale e va in cucina all’età di  22 anni con esperienze che la portano verso l’autenticità e il rispetto per i doni della terra, degli orti e delle erbe di montagna, con  i loro doni e tempi spontanei.

Entrare nel selvatico è stato una parte di dna d’origine e una parte di esperienza vissuta, quando a causa di un incidente ha ricoperto il passeggiare poetico nella natura incontaminata.

Il luogo dove sorge il suo ristorante e laboratorio d’alta cucina non a caso è immerso in una zona del Friuli che celebra il paesaggio spontaneo e boschivo, la potente bellezza della natura in continua metamorfosi e dove ci si può stupire continuamente.

In cucina, Antonia ama unire ai suoi piatti erbe e germogli e alcune specie di ‘erbacce’ che danno incredibili sapori e sentori ad una ricetta, ad esempio, il pungitopo, la pimpinella, il trifoglio, l’ortica, la piantaggine, la borragine.

Di solito non tolgo quello che non può ricrescere e trasmetto la mia conoscenza e passione al bosco e alla campagna a tutti ragazzi che passano pr la mia cucina, li educo a passeggiare, scegliere, raccogliere e prepararsi a divulgare un lusso che non si può comperare, ovvero quello delle erbe selvatiche che coabitano con l’uomo. I miei piatti sono talmente immersi nell’attimo fuggente di ogni stagione e di ogni raccolto, anche della mia personale crescita direi, che vengono rilasciati a fine edizione e si lavora per nuovi inedite creazioni iconiche, che durano però solo in quel preciso momento“.

Quando cucino – prosegue chef Kulgmann – seguo quello che mi  piace e mi emoziona e tutto questo cambia, esattamente come evolviamo noi come persone, e la natura resta la mia primaria fonte di ispirazione e di rappresentazione, insieme a quello che sono ora, il che è bellissimo perché costringe sempre a mettersi in gioco e a fare esperienza ed esperimenti“.

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