In progamma a Palazzo Reale di Milano, fino al 24 gennaio 2027, è possibile conoscere una delle figure più originali e influenti dell’arte del XX secolo: François Marie Martinez Picabia.
Curata direttamente da Anne Berest Picabia, l’esposizione mostra il personalissimo linguaggio creativo del pittore parigino nato da padre spagnolo e madre francese, benchè influenzato da più correnti artistiche, dall’Impressionismo al Fauvismo, dal Neo-impressionismo al Cubismo e altre modalità astratte.
La sua sintesi pittorica fa riscoprire il suo lato profondamente innovatore, anticipando sensibilità e interrogativi che appartengono ancora al presente attraverso la sua inesauribile capacità di sperimentare, trasformarsi e mettere in discussione ogni certezza.
Anne Berest Picabia, scrittrice e pronipote dell’artista, rinomata romanziera e sceneggiatrice francese che cura anche il volume dedicato alla mostra, spiega:“Picabia viveva di giorno e di notte, per vivere il doppio degli altri, per non smettere mai di reinventare sé stesso”.
Promosso dal Comune di Milano – Cultura e co-prodotta da Palazzo Reale e Madeinart, con il patrocinio del Consolato Generale di Francia e dell’Institut Français, l’evento riunisce oltre 170 opere provenienti da prestigiosi musei europei e da importanti collezioni internazionali e percorre la straordinaria vita di Francis Picabia in un viaggio immersivo e sensoriale, restituendo la complessità della ricerca dell’artista.
Undici sale, divise secondo un’ora della notte e un tema, passano liberamente da un’epoca all’altra: dagli incubi notturni dove si incontrano i mostri alle notti spagnole o quando si va a ballare nei locali, soffermandosi sulle esperienze sensuali ed amorose alle notti mistiche.
Esplorando le forze che hanno plasmato la sua vita personale e artistica: l’amore passionale, la danza, la musica, le sue origini spagnole, l’esperienza della guerra e la sua convinzione nel valore della creazione collettiva.
Per Picabia, la notte rappresentava un modo per intensificare l’esperienza dell’esistenza, eppure ha anche cercato le luci del mattino, i colori e i paesaggi solari, facendo della pittura uno dei luoghi in cui conquistare felicità e gioia.
In questa alternanza, i contrari non si oppongono, si sovrappongono, e questa coesistenza fonda un’estetica della tensione, delle opposizioni magnetiche, in cui ogni immagine può contenere simultaneamente il proprio rovesciamento, il proprio ricordo e la propria metamorfosi.
Rifiutando ogni appartenenza a un unico movimento, fuse liberamente stili e temi, lasciando un corpus di opere così eterogeneo sul piano stilistico da sembrare il risultato del lavoro di molti artisti diversi, piuttosto che di un’unica mente instancabile.
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Photo credits:
Francis Picabia, Lano, ca. 1938 Pencil, gouache, and oil on cardboard – Private collection
© Archives Comité Picabia
Francis Picabia, Balance, 1919–20 Oil on cardboard – CCB – The Berardo Collection
© Bruno Lopes

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