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Il visual artist ghanese Prince Gyasi firma il 50esimo progetto ‘TheCal’

L’artista ritrae i suoi super eroi dell’Africa occidentale, personaggi ispiratori diventati senza tempo che hanno coltivato talenti e il pensare in modi nuovi.

The Cal, il progetto editoriale di Pirelli che racconta, attraverso le immagini dei più acclamati fotografi del momento, il costume e le nuove tendenze, è attivo dal 1964 e ha totalizzato 50 edizioni del Calendario Pirelli.

Dalla prima pubblicazione, realizzata dal fotografo inglese Robert Freeman, ritrattista dei Beatles, sotto la direzione di Derek Forsyth, alle elaborazioni con modelle esordienti e a quelle che hanno visto i ritratti artistici del top più acclamate.

Scenografie patinate oppure pop, scenari naturalistici o metropolitani, coinvolgono con il passare del tempo e delle edizioni anche protagonisti al maschile, sportivi, attori, cantanti e artisti, personaggi legati alla moda e al glamour, personaggi d’attualità.

Nell’ultimo ventennio, i casting dei protagonisti scelti per interpretare le mensilità del Calendario guardano a tutto il mondo, verso nuove sensibilità culturali ed estetiche e concetti di bellezza differenti, più reali e talvolta non perfetti.

La rappresentazione e realizzazione de Il Calendario Pirelli 2024, presentato a Londra, è affidata a Prince Gyasi, l’ultimo dei 39 artisti che lo hanno precedentemente realizzato e che è chiamato a dare una immagine alla cinquantesima edizione dei sessanta anni di storia di ‘The Cal’.

Il suo Manifesto proclama: “Da bambino cresciuto in Ghana, senza apparenti possibilità nella mia vita, sono stato ispirato e sfidato dal coraggio di chi con etica del lavoro e sacrifici ha coltivato il pensare in modi nuovi. Non solo ho imparato a sognare un diverso tipo di vita, ma a farne un sogno. E la realtà degli anni, mi ha fatto incontrare persone capaci di continuare ad ispirarmi, senza preclusione fra vecchi o giovani, menti fresche o sagge. E’ la dedizione e la passione nel perseguire l’obiettivo, il fatto di non mollare e continuare a creare, la sfida al tempo stesso, è diventata il mio tema senza tempo. Questa è la storia che voglio raccontare in questo Calendario che è anti-tempo e racconta il modo in cui ho percepito queste figure fondamentali dell’Africa occidentale, per fornire la possibilità a ragazzi come me di farsi ispirare e di diventare la versione migliore di sè stessi”.

Si intitola ‘Time less’ il lavoro firmato da Prince Gyasi, visual artist ghanese, che ha immortalato queste figure di super eroi, per lui capaci di imprimere un segno destinato a restare e di ispirare le generazioni future.

I protagonisti sono Amoako Boafo, Angela Bassett, Margot Lee Shetterly & Amanda Gorman, Young Prince, His Majesty Otumfuo Osei Tutu II, Royalty Idris Elba, Jeymes Samuel, Marcel Desailly, Naomi Campbell, Prince Gyasi, Tiwa Savage e Teyana Taylor.

Prince Gyasi ha pensato ai personaggi che voleva inserire e a che cosa rappresentavano per lui, basandosi sul senso della comunità dell’Africa occidentale.

Lui, uno dei più giovani artisti chiamato a cimentarsi con The Cal, ha solo 28 anni:

Spero di far capire che si può fare quello che si vuole se ci si impegna e si è costanti – spiega. – Tutti i personaggi ritratti hanno saputo riconoscere le proprie capacità e si sono affermati credendo nel loro punto di forza e cambiando il proprio destino. È questo che trasforma l’uomo in un essere senza tempo, senza età, confornti di fama o denaro. Lo sviluppo dei propri talenti in modo autentico è in grado di ispirare a propria volta altre persone”.

Gyasi pianifica meticolosamente ogni suo scatto, componendo immagini più simili a dipinti che a fotografie e il suo set lo disegna a mano e poi in rendering. Gli scatti fotografici sono realizzati fra Londra e il Ghana, una terra speciale dove si può trovare di tutto, oltre ad essere il paese più pacifico dell’Africa.

Ho creato un ponte tra pittura e fotografia, afferma, per dare più possibili interpretazioni ad ognuna delle opere d’arte, con l’elemento fondamentale del colore”.

Le immagini sono infatti intrise di colori vivaci a blocchi e contrasti estremi, spesso affiancando vividi rossi, blu o rosa alle persone ritratte.

La sua estetica marcata offre agli osservatori una realtà non solo ipercolorata, ma a volte digitalmente aumentata che rispecchia la sua esperienza del mondo filtrata attraverso il fenomeno neurologico della sinestesia, in una sorta di terapia attraverso i colori, che possono avere un effetto positivo sulla salute e sulla felicità.

<Barbara Tassara>


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